Berlusconi: iene e sciacalli contro di me
MILANO.«Ci sono iene e sciacalli che usano questa vicenda per attaccarmi. Sono tutti attacchi contro di me». Silvio Berlusconi è una furia. A suo dire la pubblicazione delle intercettazioni fra dirigenti Rai e Mediaset, intercettazioni che mostrano l'esistenza di un 'patto segreto" proprio in suo favore, sono «una cosa inaccettabile». «Sono abituato - continua il Cavaliere -.Ormai da quando sono in campo, sono un uomo che toglie il potere. Sono il nemico, questo mi sembra sia molto chiaro. Che altre finalità pensate che possa avere una cosa cosi scandalosa»?
Su questo fronte, ieri, la giornata è stata molto movimentata. Il presidente della Repubblica, Napolitano, ha ricevuto al Quirinale il presidente della Rai, Petruccioli. «Le intercettazioni - dice il capo dello Stato - sarebbe bene che restassero dove devono restare, in linea di principio, almeno fino a che c'è il segreto istruttorio».
La bufera, comunque, sembra investire tutto e tutti. Il direttore generale della Rai, Cappon, promette un rapido accertamento dei fatti e, intanto, la Rai convoca un Cda per giovedi prossimo. C'è lavoro anche per gli avvocati: promettono azioni legali il direttore di Rai Uno, Fabrizio Del Noce e Debora Bergamini, responsabile dei palinsesti Rai. L'ex direttore generale, Flavio Cattaneo, respinge le accuse. «Mai fatto patti. Con me la Rai ha sempre vinto. Non so nulla di conversazioni che riguarderebbero scambi di favori fra Rai e Mediaset e non ho mai ritardato la diffusione dei dati elettorali».
Difficile dire se questa bufera investirà, influenzando negativamente, il dialogo fra i Poli sulle riforme. Molte le reazioni politiche. Gianfranco Fini dice «non sono d'accordo» in merito allo sciacallaggio denunciato da Berlusconi. «An - sostiene - non si iscrive a nessuno dei due partiti, né a quello che sostiene che c'è stato un tentativo di Berlusconi di assoggettare la Rai, né a quello che sostiene la tesi del complotto contro Berlusconi». Si mettono dalla parte del Cavaliere tre suoi fedelissimi come Bondi, Cicchitto e Brunetta, ma questo è scontato. Invece l'Italia dei valori ritorna a parlare di «una legge seria sul conflitto di interessi» e il ministro Gentiloni parla di 'quadro grave" che esce da questa inchiesta. Poi dice: «Va restituito l'onore al servizio pubblico, confido che il vertice Rai agirà in questa direzione». Invece, per il presidente della Camera, Bertinotti, esce da questa situazione «una Rai sfigurata e non autonoma. Quello che è accaduto deve essere accertato con grave rigore». All'interno della Commissione di vigilanza il vicepresidente Merlo attacca il presidente Landolfi: «La vicenda non è un fatto interno alla Rai».
Ora gli occhi sono tutti puntati verso i vertici dell'azienda televisiva di Stato e, in particolare, verso Claudio Cappon. «Agiremo con determinazione, come abbiamo fatto per calciopoli e vallettopoli. La Rai è capace di scelte importanti», annuncia.
Si muove anche l'AgCom, cioè l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. «Guarderemo all'accertamento dei fatti - promette il presidente, Corrado Calabrò - e se questi hanno o meno un'incidenza sulle regole». Si muove anche l'Ordine del giornalisti del Lazio che convoca Dedora Bergamini, Fabrizio Del Noce, Clemente Mimun, Francesco Pionati e Bruno Vespa. Segnalazioni vengono inviate a Milano per i giornalisti Mauro Crippa e Carlo Rossella e a Firenze dove è iscritto Antonio Socci.