Pilerio: investiamo nei baby
LOMELLO.«Alleno questo gruppo da quattro anni». Alessio Pilerio, di professione assicuratore, è uno degli animatori del settore giovanile del Garlasco da diversi anni. «Il mio lavoro - racconta - mi consente flessibilità di orario e almeno due volte alla settimana alle 18 riesco ad allenare i ragazzi». Sono diversi anni che il gruppo degli allievi del Garlasco sta lavorando assieme. «I ragazzi che fanno parte oggi della rosa degli allievi - continua Pilerio - sono assieme fin dai primi calci. Il gruppo è unito e ha avuto una crescita comune». Negli ultimi quattro anni Pilerio ha curato in modo attento la tecnica dei suoi.
«Ho prestato attenzione - dice l'allenatore - ai fondamentali. In campo i ragazzi sono riusciti a sviluppare delle buone qualità tecniche». Al di là dei risultati e della classifica impressionano negli allievi del Garlasco, la capacità di progressione palla al piede e le doti di palleggio che sono emerse anche nel corso della partita con il Lomello. «Ora - continua il mister del Garlasco - dobbiamo curare l'aspetto tattico. Si deve lavorare sulla difesa perché prendiamo troppi gol». Il Garlasco è una società che da anni investe nel settore giovanile e si trova ad affrontare un girone dove non mancano elementi di valore. «Le squadre che finora ci hanno messo più in difficoltà - spiega Pilerio - sono state il Mortara, secondo in classifica e il Borgo San Siro che è terzo. Il Borgo ci è sembrata una squadra ben organizzata in difesa».
Il resto del girone è composto da realtà molto piccole, che provengono da paesi che in pochi casi superano i 5mila abitanti. «In provincia di Pavia - dice Pilerio - c'è ancora una mentalità calcistica molto campanilista. Ogni paese vuole avere la sua squadra. Noi stessi copriamo quasi interamente la nostra rosa con giovani di Garlasco. Ci piacerebbe avere un bacino d'utenza più ampio ma non è semplice. In una cittadina come la nostra si fatica a trovare gente disposta a fare il dirigente. Nei paesi piccoli tutti si impegnano per la squadra, guidano il pulmino, vanno a prendere i ragazzi mentre da noi, pur essendo la squadra di calcio molto seguita, in parte questo spirito di volontariato e sacrificio è andato perduto. Un vero e proprio peccato». (a.bal.)