Bressana, la logistica che ci fa paura
Il problema del poco logico sviluppo della logistica nel nostro territorio è stato trattato recentemente sulla Provincia Pavese da Giorgio Boatti che ha intelligentemente suggerito di non dimenticare il significato fondamentale della parola «logistica». Seguendo il suo suggerimento, vorremmo ricordare che i termini «logica» e «logistica» derivano entrambi dalla parola greca «logos» che indica il supremo principio razionale all'origine del nostro universo. Perciò sarebbe interessante sapere sulla base di quale logica i nostri politici vogliono perseguire un vecchio modello di sviluppo basato su autostrade e capannoni mentre i Paesi avanzati, per superare la crisi energetica, puntano su politiche economiche innovative seguendo la strategia del produrre localmente e consumare localmente.
Come mai in uno dei luoghi più inquinati del mondo (una persona su cinque muore per colpa dell'inquinamento prodotto soprattutto dagli autoveicoli), si vuole aumentare il traffico grazie alla costruzione dell'autostrada Broni-Mortara e delle numerose logistiche e centri commerciali che continuano a spuntare come funghi? E quali sono i misteriosi motivi che hanno indotto i nostri politici a regalare i soldi dei pedaggi delle autostrade pubbliche (circa 11 miliardi di euro di guadagni su 17, 4 miliardi di ricavi nel periodo 2000-2005) a due signori (Gavio e Benetton) che non se la passano poi cosi male? E con quale logica la Regione Lombardia e la Provincia di Pavia bocciano le piccole logistiche di Landriano e Vellezzo Bellini che possono generare «significativi impatti ambientali» per poi sostenere con tutte le loro forze i mastodontici progetti della logistica-interporto di Bressana Bottarone e dell'autostrada Broni-Mortara? E come fa il sindaco di Bressana Bottarone a sostenere di essere contrario al progetto di interporto della Vip SpA, ma di essere invece favorevole a quello di una logistica di 300.000 metri quadri (sempre della Vip SpA) che andrebbe ad aggiungersi ai già esistenti 80.000 metri quadri di capannoni della stessa Vip SpA e ai 136.000 metri quadri di logistiche della LogService (in totale sono circa 516.000 metri quadri nella stessa zona, più che sufficienti per un interporto di discrete dimensioni, senza contare che la Vip SpA ha recentemente comprato circa 650.000 metri quadri di terreno agricolo)?
Curioso è anche il comportamento del sindaco di Bastida Pancarana che ha firmato la petizione contro la logistica-interporto di Bressana Bottarone, ha sostenuto in campagna elettorale di voler tutelare i cittadini da questo progetto, ha dichiarato nell'ultimo consiglio comunale di non essere «pregiudizialmente nè favorevole nè contrario» alla logistica, mentre in un recente incontro con gli altri sindaci e il presidente della Provincia ha espresso interesse per il progetto di logistica invece di schierarsi a fianco del sindaco di Castelletto di Branduzzo che «ha detto chiaro e tondo che per il territorio immagina un altro tipo di sviluppo».
Ma il comportamento più illogico è quello della gente che diventa feroce se un guardalinee fischia un fuorigioco dubbio mentre continua indifferente a sostenere e votare quei politici e amministratori che li tengono all'oscuro di progetti di grandissimo impatto socio-ambientale, li confondono dichiarando una cosa e facendone un'altra, e soprattutto sperperano miliardi di fondi pubblici in opere non solo inutili ma addirittura dannose perchè avvelenano e consumano la terra, l'acqua e l'aria danneggiando la salute di tutti e in particolare dei più deboli, bambini e anziani.
Alessandro Cipoloni Giuseppe Damiani Giancarlo Marini Carlo Tagliabueconsiglieri del gruppo di minoranza «Bastida nel cuore» di Bastida Pancarana
«I fili della memoria»
e i nuovi modelli di vita
Ho partecipato con grande interesse alla recente presentazione del libro «I fili della memoria» del prof. Pierluigi Tozzi che si è tenuta, a cura dell'autore, nella libreria il Delfino a Pavia.
Dall'incontro, indipendente dai contenuti storico/scientifici del volume su cui è opportuno rimandare a una attenta lettura, è emersa in modo evidente una sorta di rassegnazione a cui si debbono adeguare tutti coloro, studiosi e semplici cittadini, che non accettano la svendita del territorio come contropartita inevitabile per lo sviluppo economico e sociale.
Amministratori pubblici e pianificatori territoriali progettano infrastrutture e modicano irreversibilmente ambienti urbani e naturali senza conoscerne tutte le componenti in funzione di ritorni economici di dubbia consistenza e breve periodo, nuclei familiari adottano stili di vita, adottati acriticamente, favorendo il profilerare di agglomerati abitativi privi di identità ed estranei al tessuto urbano preesistente. Il tempo lavorerà a loro favore perchè le nuove generazioni assimileranno questi modelli senza possibilità di confronto con il passato e i «fili della memoria» sopravviveranno unicamente nel materiale documentale che gli studiosi più sensibili ci avranno lasciato.
Solo un vasto movimento culturalmente innovativo, nel rispetto del territorio e della parte più significativa delle tradizioni ad esso legate, potrebbe invertire il fenomeno nel convincimento che questa preziosa risorsa, cosi come l'aria che repiriamo e l'acqua che beviamo, non può essere consumata irresponsabilmente, ma ci vorrebbe molto tempo, molta convinzione e una visione più lungimirante e meno egoistica di quella oggi dominante.
Paolo CanepariPavia
Garibaldi, il brigantaggio
e le contestazioni
Il signor Bazzani, del direttivo cittadino di Pavia della Lega Nord, afferma che le iniziative su Garibaldi non hanno analizzato criticamente il personaggio. Pare anche che consideri una colpa di Garibaldi l'adesione alla massoneria.
Ebbene, proprio il Grande Oriente d'Italia ha organizzato un «Processo a Garibaldi», consultabile in video integrale su www.grandeoriente. it (tutto quindi alla luce del sole, non occorre essere massoni).
Invito il signor Bazzani ad approfondire le questioni storiche, per evitare affermazioni quantomeno azzardate, come quella di collocare il brigantaggio tra le due guerre mondiali anzichè negli anni immediatamente successivi all'impresa dei Mille. Quando poi a far derivare da esso la moderna criminalità organizzata, è una tesi che vorrei veder sostenuta da qualche elemento storico.
Mauro Ghislandisegretario sez. «Ugo La Malfa» del Pri Pavia
Casatisma, al catechismo
nel segno di Suor Nicoli
Gentile direttrice, in questo ultimo periodo la Provincia pavese ha pubblicato diverse lettere riguardanti la vita di Suor Giuseppina Nicoli.
Anche noi che frequentiamo il catechismo nella parrocchia di Casatisma, vorremmo parlare di questa nostra Suora. Lei è nata nella casa di fronte alla nostra chiesa dedicata a San Cuniforto Martire.
Da piccola in famiglia veniva chiamata «Pan di burro» per la sua bontà. Ella ricevette l'istruzione nella scuola che abbiamo frequentato anche noi e che ora è dedicata alla sua memoria.
Ci sentiamo onorati di abitare nel paese che le diede i natali.
L'anno prossimo noi riceveremo il sacramento della Santa Cresima nella chiesa in cui lei fu battezzata e la pregheremo affinchè ci aiuti a crescere nel miglior modo.
Inviamo anche una sua fotografia dove Suor Nicoli appare sorridente, bella, serena e gioiosa.
La ringraziamo, nel caso volesse pubblicare questa lettera, porgiamo cordiali saluti anche da parte delle nostre catechiste e del nostro sacerdote padre indiano.
Seguono le firmeCasatisma
Benemerenze di San Siro
«Noi non lottizziamo»
Caro Pezzali, il tuo StradaNuova di domenica è dedicato alla lottizzazione nell'assegnazione delle prossime benemerenze di San Siro. Tranquillizzati.
I consiglieri comunali del «Cantiere per Pavia» non hanno mai proposto nomi né hanno mai partecipato alla lottizzazione delle benemerenze o dei rappresentanti del Comune negli Enti.
Walter Veltriconsigliere comunale «Cantiere per Pavia»
Voghera, bene la rotonda
al Ponte Rosso
Sono il promotore della petizione per la realizzazione della rotonda al Ponte Rosso, petizione che chiedeva agli organi competenti di anticipare al 2007 la messa in opera della rotatoria in programma per il 2008. Voglio dire che su oltre mille persone che hanno firmato la richiesta, io ho trovato solo due persone innamorate follemente delle file interminabili che producevano i semafori.
Leggendo l'articolo apparso sulla Provincia del 16 novembre scorso, sul cosiddetto caos che i lavori di esecuzione avrebbero prodotto, penso che l'autore dell'articolo non abiti di là dal ponte Rosso, altrimenti si che saprebbe cosa era il caos automobilistico fino a venerdi. Io che sto in Strada Ferretta, su quel ponte ci sono passato durante i lavori almeno 20 volte, e di quel caos non ne ho visto traccia, grazie all'ottimo lavoro svolto dai vigili urbani che hanno instradato nel modo migliore il traffico automobilistico, per tutti i due giorni di messa in opera dei lavori, anche e soprattutto nelle ore di punta.
A loro va il mio personale ringraziamento e penso di tutti gli abitanti del quartiere Est. Voglio anche ringraziare pubblicamente il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Graziano Percivalle, per la sensibilità dimostrata nei confronti dei problemi del traffico in quella zona, non solo con le parole, ma soprattutto nei fatti concreti, mettendo in essere quanto promise con un articolo sulla Provincia Pavese e a me personalmente, che per dicembre 2007 si provvedeva alla sostituzione dei semafori con una rotatoria.
All'autore dell'articolo suddetto, che con la sua conclusione «poi si vedrà» mi sembra legittimamente dubbioso sull'utilità delle rotatorie, mi permetto di suggerrigli di fare un giro alla rotatoria che immette in viale della Repubblica nelle ore di punta: si renderà conto che la coda che si forma quotidianamente è causata dal maledetto semaforo sito dopo la Coop, all'incrocio tra viale della Repubblica, via Sturla e via Barbieri. Mi auguro che sparisca anche quello al più presto.
Renato Ciccocioppocapogruppo di minoranza Quartiere Est, Voghera