Basta bipolarismo, si al proporzionale


ROMA.Stop al bipolarismo, porte aperte al proporzionale puro con sbarramento e disponibilità ad incontrare Veltroni ma a condizione che si parli solo di legge elettorale e poi si vada subito al voto. «Ci sono momenti in cui certi appuntamenti con la storia non si possono mancare». Il tono di Silvio Berlusconi questa volta è solenne. Forza Italia non esisterà più e il Cavaliere convoca una conferenza stampa nel Tempio di Adriano (a due passi da Montecitorio) per annunciare che il nuovo partito si chiamerà Popolo delle libertà o Partito delle libertà e che in Europa apparterrà alla famiglia del Ppe.
Il nome definitivo sarà scelto da un'assemblea di cittadini ma sul compito che il nuovo soggetto politico sarà chiamato a svolgere il Cavaliere, che si vuole liberare dal «morso» degli alleati, ha le idee chiarissime. Il nuovo partito si candida ad essere una delle due formazioni politiche (il Pd nel centrosinsitra e il Pdl nel centrodestra) con le quali tutti gli altri partiti e partitini dovranno fare i conti. Dovrà nascere dal basso («non da una fusione a freddo tra vertici degli apparati come successo con il Partito Democratico») e i vertici saranno scelti con le primarie. «Non c'è altra via. Potranno candidarsi tutti. Le porte non saranno aperte ma spalancate» spiega Berlusconi, che ricorda i 10 milioni di firme (8 milioni ai banchetti e 2 milioni dai circoli del buon governo e delle libertà) raccolte tra sabato e domenica in tutta Italia per chiedere di tornare subito al voto. «Quelle firme» precisa il Cavaliere «rappresentano le energie sulle quali l'Italia può contare per non rassegnarsi ad un futuro incerto e illiberale».
La nascita del nuovo partito comporta un vero terremoto politico nel centrodestra e Berlusconi è deciso ad andre fino in fondo. Nello scenario attuale, con An e Udc che vanno per conto loro, Berlusconi non può lasciare a Fini l'opportunità di essere l'unico interlocutore di Veltroni e allora gioca d'anticipo. Cosi, nel Tempio di Adriano affollato da cronisti e parlamentari non solo di Forza Italia (si vede anche Gustavo Selva), dice di essere disposto ad incontrare subito il leader del Pd ma a condizione che si parli solo di legge elettorale: «Le altre riforme le dovrà fare il nuovo Parlamento».
Ma è lo stop al bipolarismo la vera novità. Per spiegare la svolta, Berlusconi dice che il nuovo partito nasce proprio perché «con la frammentazione dei partiti che c'è in Italia» il bipolarismo, ora, «non è più funzionale». Per far capire che si deve voltare pagina, il Cavaliere racconta il contenuto di una telefonata con Giuliano Ferrara: «Anche lui, che mi ha introdotto ai vari sistemi e ha sostenuto il bipolarismo, stamattina si è detto d'accordo con me, perché questa formula che pure è la più idonea alla democrazia, oggi in Italia con le forze politiche e le individualità in campo, non è più possibile».
Lo «strappo» con Fini non è più ricucibile? Il quesito rimane senza risposta anche perché degli attriti con il suo «ex?» alleato, Berlusconi non vuole proprio parlare: «Non rispondo a piccole polemiche del momento o occasionali, né se vengono dagli alleati né se vengono dai nostri competitori». Di Bossi, invece, il Cavaliere parla volentieri perché lo ha sentito ieri al telefono ed è stato incoraggiato ad andare avanti. La conferenza stampa dura meno di un'ora. All'esterno del Tempio è stato sistemato un maxischermo che trasmette le immagini dell'incontro con i giornalisti e quando il Cavaliere esce e sale sul palco per un piccolo ma salutare «bagno di folla», i giovani azzurri intonano il coro: «e-le-zio-ni-e-le-zio-ni».

Gabriele Rizzardi