Reddito minimo per abitare a Cittadella

VENEZIA.«Chi non lavora... fuori». E' il succo dell'ordinanza dell'amministrazione comunale di Cittadella (Padova), guidata dal leghista Massimo Bitonci. Un'ordinanza annunciata nei giorni scorsi e firmata venerdi che mira ad allontanare, per motivi di ordine pubblico, gli sbandati dal territorio comunale, quelli che non hanno un'occupazione fissa, barboni e immigrati disoccupati. Un'idea suggerita dai recenti gravi fatti di cronaca che hanno visto come protagonisti immigrati dediti alla delinquenza.
Nell'ordinanza - otto pagine fitte di riferimenti giuridici, in particolare il decreto legislativo 30/2007 - che ha suscitato consensi e polemiche è stata fissata per gli immigrati la soglia di 5.061 euro l'anno, come reddito minimo garantito per abitare in città: circa 15 euro al giorno, 420 al mese. La residenza sarà altresi condizionata da un lavoro, una casa e lo status di «non pericolosità sociale».
C'è chi vede la decisione come uno strumento anti-rom, studiata per colpire gli accampamenti di nomadi. Le opposizioni a Cittadella si stanno organizzando per dare battaglia e l'assessore padovano Daniela Ruffini, in quota Prc, dice che «Bitonci vende fumo, è pericoloso». Ma la Lega Nord veneta è pronta a considerarla una specie di bandiera che faccia riconoscere i sindaci sceriffi della regione. E infatti anche Flavio Tosi, sindaco del Carroccio di Verona, ammette: «Sto lavorando ad un testo comune con Cittadella»; e lo stesso afferma Gian Paolo Gobbo, sindaco leghista di Treviso: «Sono in contatto con Bitonci».