Slogan anti-polizia ma nessun incidente


GENOVA. «Dimostriamo per la democrazia; non lasciatevi provocare dai figli di puttana. Qui se non ci aiutiamo da noi non ci aiuta un cazzo di nessuno e mandate affanculo i profeti di sventura». Don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di san Benedetto al Porto, scandisce questa frase al microfono, dal camion messo in testa al corteo. Sotto il camion un grande striscione con la scritta 'la storia siamo noi", dietro un fiume di persone.
La manifestazione di Genova, a 6 anni dal G8, per chiedere la commissione d'inchiesta su quel tragico 20 luglio, si è svolta senza incidenti. I manifestanti, 50mila per gli organizzatori, 30mila per la questura, hanno percorso le vie cittadine per arrivare in piazza De Ferrari. Molte le proteste e le scritte contro le forze dell'ordine, ma non ci sono stati incidenti e il corteo è stato gioioso e multicolore, con bande che hanno intonato 'Bella Ciao".
La protesta.Molti gli slogan contro la magistratura, 'colpevole" di aver chiesto 225 anni di carcere, complessivamente, per i 25 imputati dei disordini di sei anni fa. Tanti anche gli striscioni. L'Unione Studenti ne inalberava uno con scritto 'Chi rompe paga, chi uccide no», con riferimento all'uccisione di Carlo Giuliani. In un altro la scritta: «Colpevoli di sognare». Il gruppo 'Sinistra Critica" ha ballato la musica degli Inti Illimani e scandito «El pueblo unido..». A chiudere il corteo la Fiom, il partito dei Comunisti italiani e gli iscritti di Rifondazione comunista.
Su alcuni cartelli stradali i manifestanti hanno incollato un foglio. C'è scritto: «Di nuovo a Genova per legittima difesa, verità e giustizia per Carlo, no a 25 capri espiatori, devastazione e saccheggio a chi?». E poi 'La giustizia non è nei tribunali, vogliamo la vendetta per Carlo Giuliani". Sui muri scritte contro la polizia.
Nessun incidente.I tanto temuti incidenti non ci sono stati. Polizia e carabinieri hanno presidiato la zona con uomini in borghese. Non si sono visti gli ultras del calcio che, al di là delle convinzioni politiche, si sarebbero potuti unire per manifestare contro la polizia. C'erano, è vero, alcuni giovani completamente vestiti di nero e alcuni con il viso coperto da una sciarpa, ma la loro partecipazione al corteo si è limitata agli slogan.
«Una bufera pacifica».«E' uscito il sole, è calato il vento, questa è una bufera pacifica con migliaia di ragazzi non strumentalizzati, andiamo avanti». Don Gallo non ha mai lasciato il microfono. Senz'altro, le sue parole sono servite per sciogliere la tensione, per riportare un po' di normalità in una giornata comunque nervosa. «Nonostante i profeti di sventura - dice il prete ai tanti giovani che sfilano - siamo qui pacificamente per chiedere democrazia e dire che un altro mondo è possibile. Il treno dei diritti non si è ancora fermato». Con don Gallo, sul camion, anche il musicista Roy Paci.
Caos nei treni.Attimi di tensione ci sono stati, ieri mattina, alla partenza dei vari treni organizzati che hanno raggiunto Genova nel pomeriggio. Convogli partiti da Napoli, Roma, Pisa, Venezia, Milano, hanno accumulato ritardi e provocato disagi alla normale circolazione. Ci sono state anche proteste perchè alcuni viaggiatori non avevano il biglietto, ma alla fine la situazione è stata tenuta sotto controllo. Per assurdo, l'unico treno non arrivato a destinazione è quello partito dalla città più vicina, La Spezia. «E' una cosa pazzesca - ha detto Luca Casarini, leader dei centri-sociali del Nord-est - perchè per il family day trasportano le folle e qui ci rompono le scatole anche se ci sono le garanzie».
Fiori per Giuliani.In piazza Alimonda, dove mori Carlo Giuliani, un gruppo di manifestanti ha deposto fiori. In serata i giovani si sono riversati verso le stazioni. Anche la tenda dell'Unità di decontaminazione, montata dal 118 davanti all'ospedale San Martin per soccorrere le persone eventualmente colpite da gas lacrimogeni, è rimasta vuota. A fine giornata serata sono state cancellate le scritte sui muri.

Gigi Furini