Fini: Berlusconi sbaglia, deve cambiare linea
ROMA.Lo «strappo» questa volta è profondo, come non lo è mai stato. Berlusconi e l'inedita coppia Fini-Casini sono ormai ai ferri corti e dopo il via libera del Senato alla Finanziaria le strategie dei principali partiti della Cdl vanno in direzioni opposte. Il Cavaliere insiste sulla richiesta di elezioni anticipate, rifiuta il dialogo sulle riforme e punta il dito contro i suoi alleati, colpevoli di non aver fatto abbastanza per far cadere Prodi.
Esattamente il contrario di quel che sostengono i leader di An e dell'Udc, che sono disponibili ad aprire un confronto con il centrosinistra e in mattinata accusano il Cavaliere di aver «rafforzato» il premier.
«Battersi per andare al voto subito è come garantire un'assicurazione sulla vita di Prodi» spiega Fini per il quale i parlamentari che vogliono staccare la spina al governo dell'Unione non intendono andare al voto subito. Ma a sparare contro il Cavaliere, che ieri ha partecipato alla raccolta delle firme per cacciare Prodi, è anche Casini che non accetta una politica fatta di sola propaganda e ricorda a Berlusconi che la politica della «spallata» ha solo aiutato il premier a superare indenne gli scogli. «La propaganda è importante e sono importanti anche le firme ai banchetti. Poi è importante anche che la politica delinei una strategia in grado di mandare a casa Prodi. Altrimenti dopo le firme ai banchetti Prodi fa l'assicurazione sulla vita se non c'è qualche altra cosa» precisa Casini per il quale bisogna lavorare in modo «più intelligente» per mandare a casa Prodi.
Passa qualche ora e Berlusconi, impegnato nella raccolta di firme per cacciare il Professore, ribalta l'accusa: «E' stato esattamente il contrario. La mia colpa è aver fatto implodere l'Unione. Il fatto è che solo io interpreto i desideri della maggioranza degli italiani che vuole un governo che torni a governare. Seppur rimanessi solo» affonda il Cavaliere «resterei solo con la maggioranza degli italiani». Deciso a non cambiare strategia perchè convinto che il resto sia solo una «perdita di tempo», il leader di Forza Italia spiega che le riforme sono solo una «scusa» per far galleggiare il governo, dice di non aver «nessun problema» a parlare con Veltroni e lancia un ultimo avviso agli alleati in rivolta: «Non ho paura di essere accerchiato, anzi sono contento. Mai come ora ho tanto consenso nel paese. Lascio a tutti gli altri, alleati compresi, i giochi di Palazzo e i teatrini della politica...».
La controreplica di Berlusconi innesca una reazione a catena che fa insorgere il leader di An. La prima risposta parte in tarda mattinata dalla manifestazione dei Cristano riformisti a Roma dove c'è anche Sandro Bondi (Fi) per il quale il «virus del particolarismo è andato a scapito della concordia» e «se tutti avessero combattuto come Berlusconi probabilmente le ultime elezioni sarebbero state vinte dalla Cdl». Una tesi che Fini non è disposto neppure a prendere in considerazione: «Non accettiamo pagelle su chi è buono e chi è meno buono. Tutti abbiamo combattuto in eguale misura con la raccolta di firme e manifestazioni, nessuno escluso. La verità è che a volte» dice il leader di An a Berlusconi «serve un po' di autocritica».
Nella Cdl è cominciata la corsa per la leadership? Quel che è certo è che sotto accusa finisce la strategia fin qui seguita dall'opposizione. E Fini non fa sconti: «Il patto per l'Italia» dice «ci ha allontanato la simpatia in molti segmenti sociali, proprio quelli che una volta si rifacevano alla vecchia Dc». Per il leader di An, insomma, manca un progetto nuovo e bisogna avere l'umiltà di fare autocritica perché tutti possono sbagliare.