«Gli indizi vanno in una sola direzione»

PAVIA. Il quadro indiziario sarebbe contro Alberto Stasi. Lo sostiene Marzio Capra, consulente di parte per la famiglia Poggi. Il professionista, un ex ufficiale dei Ris, visionerà nei prossimi giorni la relazione degli ex colleghi depositata in procura. Ma non si aspetta grosse sorprese. «Gli indizi contro Alberto sono sicuramente i soliti - spiega Capra - li elenco uno alla volta. Prima di tutto le scarpe calzate da Alberto quando ha ritrovato il corpo di Chiara».
«Non erano sporche di sangue. E impronte di quelle scarpe non sono state rilevate all'interno della villa. Alberto ha raccontato di essere arrivato vicino al corpo di Chiara, ma non sono state trovate le sue impronte».
E ancora: il Dna di Chiara trovato in buona quantità sotto i pedali della bicicletta di Alberto. «Si tratta di Dna estratto presumibilmente da tracce ematiche», dice Marzio Capra.
E poi, le impronte di Alberto trovate sul porta sapone. «Anche queste possono essere importanti per l'inchiesta. L'assassino si è infatti lavato in bagno, dove sono state trovate macchie di sangue della vittima».
«Ma non sono state rilevate tracce di estranei. Come è possibile?», chiede il consulente dei Poggi.
Capra cita inoltre «l'impronta macchiata di sangue lasciata dall'assassino sempre in bagno». Un'impronta che non coincide con le scarpe di Alberto quando ha ritrovato il corpo.
Ma coincide «con un paio di scarpe che Stasi dice di aver gettato via durante la vacanza-studio ha fatto in Inghilterra in luglio».
Dopo il deposito della relazione, un breve commento anche da parte di Gianluigi Tizzoni, avvocato che rappresenta la famiglia Poggi: «E' nececessario chiaramente leggere con attenzione quanto scrivono i Ris, appena ne avremo copia. Ma se davvero non ci sono impronte di 'sconosciuti" in casa Poggi, la posizione di Alberto potrebbe aggravarsi». (a.a. e a.m.)