Mobley, una spalla di lusso
PAVIA. Se fossimo su un palco, il suo ruolo sarebbe quello della spalla. Quella che asseconda il mattatore. Lo capisce al volo, lo segue, gli fornisce l'appoggio per una battuta memorabile. Totò aveva Peppino de Filippo, Simon aveva Garfunkel, Bj McKie ha Thomas Mobley. Ragazzo solare, simpatia contagiosa, atletismo dirompente, concentrazione molto ballerina. Finora è andato discretamente, soprattutto se si tiene in debito conto che veniva da un anno con poche gare nelle gambe e che, in preseason, si è azzoppato subito. Recuperata l'efficienza fisica, è apparso in crescita. Efficace sugli scarichi, ha repertorio limitato dal palleggio, buono quando può sfruttare i mismatch in post basso, ma da lui Sacco pretende presenza più assidua a rimbalzo e maggiore tenuta mentale sui due lati del campo. Impresa possibile? Il ragazzo ha attitudine positiva e, ricordando il Veal dei playoff, qualche euro sulla nuova scommessa «sacchiana» siamo pronti ad investirlo.
Mobley, siamo alla sua terza esperienza in Legadue. Che campionato ha ritrovato?
«Sapevo che si tratta di un torneo competitivo. Sta diventando sempre più duro, anno dopo anno. Ci sono squadre con molti giocatori atletici, che sanno fare di tutto. Ogni sera una battaglia, dove tutti possono battere tutti».
Sette gare per riprendere confidenza col campo, dopo un'annata disgraziata. E' stata dura?
«L'anno scorso ho giocato poco, non nascondo che è stato difficile ritrovare l'abitudine alla partita, ma mi sento sempre più a mio agio col passare dei giorni».
L'infortunio in preseason ha rallentato i suoi progressi?
«Sono stato fortunato perché si è trattato di un problema meno serio rispetto a quello della passata stagione. Il problema all'alluce mi ha consentito di continuare a lavorare con la squadra per ritrovare la forma. Anche quando avvertivo dolore, sono sempre venuto in palestra a tirare, a correre leggermente».
Il suo sacrificio è stato molto apprezzato in società.
«Non è stato divertente ma, con il coach, abbiamo concordato del lavoro differenziato in modo che potessi cercare sempre di dare qualcosa, evitando di far giocare la squadra con un solo americano».
A che punto siamo ora con la forma?
«Non mi piace fare percentuali. Faccio ancora molta attenzione nei miei movimenti, ho paura di rompermi. Non sono al top, ma sto provando a essere utile».
Finora l'abbiamo soprattutto vista nei panni del tiratore, quando ci regalerà qualche uno contro uno?
«Ci provo quando vado a giocare spalle a canestro. Ma siamo un buon puzzle, dove ognuno può tirare su uno scarico quando i compagni sono raddoppiati. Non è un problema».
Sacco la martella, pretendendo più concentrazione in difesa.
«Si ma per vincere le partite non basta la difesa. Se fai una grande difesa e non segni, non puoi vincere. In difesa bisogna usare le mani ed essere fisici, a volte gli arbitri ti penalizzano ed è un problema restare in campo».
I suoi compagni parlano bene di lei, forse perché è un americano che non prende la scena tutta per sé?
«Siamo un buon gruppo, io cerco di giocare per la squadra. Finora andiamo d'accordo in campo e anche fuori, forse è per questo che i ragazzi si trovano bene con me».
Come si trova a fare la spalla di McKie?
«Quando ero a Rieti, detestavo Bj... Perché faceva il cinema per guadagnarsi falli. Ora che è un compagno, apprezzo la sua intelligenza di gioco e la sua esperienza. Toglie molta pressione da me e da tutti gli altri compagni».
La trasferta a Livorno. Squadra affamata, in crescita.
«Non li conosco ma so che stanno giocando bene. La penalizzazione li ha messi con le spalle al muro, aumentando le loro motivazioni. So che hanno dei buoni realizzatori e che corrono parecchio».
Il suo italiano è molto buono. Talento naturale o è una questione di cuore?
«Appena arrivato in Italia mi ha aiutato la conoscenza dello spagnolo. Poi ho fatto progressi grazie alla mia ragazza, che ho conosciuto a Rieti. Intanto mi alleno con la televisione, anche se quella italiana, prima che mi installassero Sky, mi faceva davvero addormentare».
Paolo Rappoccio
Centro Basket Pavia - Isauto Cava Manara:52 - 54
CENTRO: Braghieri 12, Barzizza 4, Vercesi 2, Araldi 14, Burgi, Albanesi 6, Minoia 7, Henin, Comolli, Scalvenzi 7.
ISAUTO: Malusardi 2, F. Guggi 2, Rustioni 20, Castignetti, Viola 4, Cadamuro 8, Di Tomaso 7, Bertolini, Brboric 9. All. Granata.
ARBITRI: Pansecchi e Valente di Pavia.
NOTE: primo tempo 25-15 (parziali 11-8, 14-7, 16-20, 11-19).