Raffaele, morte senza un perché

PAVIA. Oggi Raffaele Balatti torna a casa. La sua famiglia lo riporta a Chiavenna e chiede solo il silenzio. Per una morte che rimane senza un perché. Non è stata disposta l'autopsia sulla salma del giovane studente universitario precipitato dal quarto piano di una palazzina di via Tasso. E l'indagine si chiude cosi: sull'ipotesi di una disgrazia. Una verità accolta anche dai genitori che vogliono riportare questo lutto, la perdita di un figlio, nel ristretto ambito familiare. «Se la magistratura ha deciso cosi avrà le sue ragioni, avrà fatto un'indagine - dice la mamma al telefono da Chiavenna -. Noi vogliamo solo riportare a casa nostro figlio». E stamane, di buon'ora, dopo aver sbrigato gli atti burocratici in Comune, ripartiranno per la Valtellina.
Restano i dubbi. Su come un giovane di 23 anni possa, una mattina come tante alzare la tapparella della camera da letto, affacciarsi al balcone e precipitare. C'è la questione della ringhiera, forse bassa rispetto al metro e 93 centimetri di Raffaele. Sbilanciarsi, in queste condizioni, è un attimo. Con le norme attuali l'altezza della balaustra sarebbe fuorilegge. Ma andrebbe verificato cosa chiedeva il regolamento edilizio ai tempi in cui la palazzina è stata costruita. Il balcone arriva a 90 centimetri e oggi sarebbe irregolare: l'altezza non può essere inferiore al metro per i primi due piani rialzati. E deve addirittura arrivare a 110 centimeti per quelli più alti. Un tecnico di lunga esperienza, perito del Tribunale, ritiene sia opportuno verificare «se sono sopravvenuti fatti che imponevano l'adeguamento».
«La Regione Lombardia ha redatto un regolamento-tipo, aggiornato nel 1989 - spiega il perito - L'Asl si uniformò con un regolamento di igiene nel 1991, inserendo proprio questi parametri sulle altezze. L'obbligo di adeguarsi riguarda le abitazioni nuove, o edifici soggetti a ristrutturazione. Non scattava l'obbligo invece se l'abitazione era di epoca precedente e non veniva effettuato alcuni tipo di ristrutturazione. In centro storico, ad esempio, è possibile ancora trovare ancora balconi bassi, sotto norma».
La morte di Raffaele ha lasciato tutti sgomenti. Ieri i compagni di appartamento e quelli dell'Università - dove stava per laurearsi in Chimica - hanno voluto dargli un ultimo saluto nella camera mortuaria del San Matteo. E sgomenti sono anche i vicini di casa che conoscevano Raffaele da solo due mesi, da quando aveva preso in affitto quella stanza. Non si capacitano di come possa essere avvenuta quella caduta, un volo di 15 metri che ha trascinato con sè la verità. (m.g.p.)