Si cerca l'accordo sullo «scalone»
ROMA.L'obiettivo è raggiungere stamane l'esame dell'articolo 32, ultimo del protocollo sul welfare, da parte della commissione Lavoro della Camera, prima del vertice dei capigruppo con il governo, previsto per le 16. In quella sede la maggioranza cercherà il sistema di ricompattare le file sugli articoli che sono stati finora accantonati. E cioè: il numero 1 sul superamento della scalone (in pensione a 60 anni dal 1º gennaio prossimo con 35 anni di contributi) e l'esenzione dei lavoratori usuranti da qualsiasi aumento dell'età pensionabile; il numero 9 che riguarda le deleghe al governo in materia di mercato del lavoro; il numero 11 sui contratti a termine (il governo ha tentato una mediazione tra la legge Biagi e la richiesta sindacale di contratti a tempo indeterminato); l'articolo 13 che prevede l'abrogazione del "lavoro a chiamata", job a intermittenza. Ieri sera la commissione ha continuato l'esame, a partire dall'articolo 14.
La sinistra della maggioranza cerca di puntare i piedi per ottenere che il superamento dello scalone, l'articolo 1, venga stralciato e messo nella finanziaria, in modo da lasciare più tempo alla discusssione del superamento del lavoro precario, perchè, è sempre la convinzione della sinistra radicale, alla Camera potrebbero passare modifiche più consistenti alla legge Biagi, a cominciare dall'abolizione di netto dello staff-leasing, il sistema in base al quale le aziende danno spesso fuori in appalto interi comparti produttivi che sarebbero strategici per il prodotto finale.
Il ministro del welfare Damiano però ha già fatto sapere di essere assolutamente contrario a qualsiasi stralcio perchè il compromesso firmato (e poi corretto) è il risultato delle spinte contrapposte tra sindacati e Confindustria. Dei 500 emendamenti presentati all'inizio (ben 150 sono stati dichiarati inammissibili perchè non c'era la copertura economica o non erano strettamente pertinenti al provvedimento) solo il 10% sono riconducibili alla sinistra di governo. Gli altri sono stati presentati dalla Cdl e il rischio è che trovino l'appoggio dei "centristi" della maggioranza. A esempio, il capogruppo dell'Udeur alla Camera Mauro Fabris ieri ha invitato il governo a fare di corsa un provvedimento che consenta agli operatori soprattutto del turismo di potere continuare ad utilizzare i giovani nel weekend nel settore della ristorazione «in modo che non gravino sul bilancio familiare», ha spiegato.
Il governo aveva già rassicurato la Confindustria che si sarebbe preoccupato dei contratti a termine legati alla stagionalità, come «il rinnovo del contratto del bagnino» di cui aveva parlato il presidente della Confindustria Luca di Montezemolo, ma non poteva premettere che il lavoro a intermittenza fosse una prassi non giustificata. L'unico momento di brivido nelle votazioni di ieri è stato sull'articolo 6 che prevede benefici previdenziali per i lavoratori esposti all'amianto. Lanfranco Turci (la rosa nel pugno) ha appoggiato l'opposizione della Cdl.