Fare sport come al campus

VARZI.Inserita in una realtà religiosa che ha una struttura importante a Voghera, l'Orione è una delle società vogheresi che intende lo sport come messaggio per crescere e imparare a stare con gli altri: «Per noi non è importante la ricerca del risultato - dice il ds Sebastiano Antimide -. Quest'anno, come la scorsa stagione, abbiamo squadre in tutte le categorie: tre di pulcini, una di esordienti a 9, i giovanissimi e gli allievi. Abbiamo ragazzi molto preparati che fanno gli istruttori. Negli anni abbiamo sempre fornito giocatori a società con squadre in campionati importanti come il Voghera, il Casteggio e in questo momento ci sono due ragazzini, Tambornini e Tambussi, che stanno effettuando un provino nell'Inter». Quali sono le difficoltà maggiori per una società che oltre ad avere un buon bacino d'utenza vuole anche avere qualità?: «Noi siamo fortunati perché abbiamo delle strutture a disposizione. Abbiamo due campi da calcio, un'area per gli allenamenti, due palestre e due campi da calcetto. Al centro diamo la possibilità di fare oltre al calcio, anche pallavolo, basket e badminton». In questa direzione si inserisce un nuovo progetto iniziato lo scorso anno, ma che di fatto ha preso corpo in questa annata: «Don Roberto e Tagliaferri hanno sposato l'idea di far provare a chi si vuole avvicinare allo sport, non solo il calcio, ma anche altre attività: è un po' l'idea del campus americano. La difficoltà è convincere i genitori che quando iscrivono il bambino sono indirizzati verso un unico sport. Oltre a giocare a calcio diamo la possibilità di confrontarsi con altro e capire quale è la reale inclinazione. Su 130 bambini, 10 fanno anche altre attività; vogliamo far prendere sempre più piede a questa proposta. Abbiamo molte soddisfazioni: lo scorso anno facevamo fatica a fare il numero per la squadra allievi perché un gruppo di ragazzi si era staccato, alla fine ci siamo riusciti e anche se i risultati non erano buoni siamo stati felici di aver vinto la coppa disciplina e di aver formato un gruppo». Un squadra di adulti non potrebbe essere il prossimo obiettivo? «Ogni tanto ci pensiamo, ma non ci sono le condizioni. Ci sono troppi problemi, la nostra filosofia è difficilmente compatibile con tornei di questo genere».(m.q.)