McKie, lo stile nella vendetta
PAVIA.La partita di McKie? Una progressione. Da urlo. Figlia di una gestione accorta delle energie del bomber dettata dalla panca pavese (Bj in campo per 29' in un big match è davvero un inedito) e dalla logica smania della guardia di Norfalk di spedire una cartolina autografata a chi l'ha giubilato durante la rivoluzione estiva. Perché, al di là di dichiarazioni settimanali improntate al politically correct verso Caserta, il desiderio di fare una grande partita, una partita da trascinatore c'era tutto. Essere riuscito a realizzarla senza uscire dalle righe, giocando dentro al sistema, è il segnale più incoraggiante del modo in cui il lavoro dello staff tecnico sul bomber della Virgina stia pagando dividendi pesanti. «Sono felice - esordisce Bj dopo il controllo antidoping - esattamente come dopo ogni vittoria. Ho visto progressi nel gioco collettivo. Dobbiamo ancora lavorare ma, partendo dalla difesa, anche in attacco siamo andati bene, giocando come una squadra. Naturalmente abbiamo anche fatto degli errori ma siamo sempre stati con la testa dentro la partita e questo è stato decisivo». Dando una spulciata ai numeri di Bj, troviamo conferma della sua performance da diesel di razza. Gli 8 punti, con 3/6 totale dal campo, 5 falli subiti e 4 perse all'intervallo, lievitano fino ai 34 della sirena con 9/16 totali e 13 falli subiti. Nel terzo quarto il fatturato dice 10, nell'ultimo periodo McKie chiude la gara producendo 16 con 3/3 dal campo, 10/11 in lunetta, subendo 5 falli e recuperando 1 pallone. Numeri di lusso, con cui l'Edimes ha dato la spallata decisiva, dopo che la pattuglia italiana, col bomber a prender fiato, ha provveduto a sgasare la Pepsi. Bj, sul finire del terzo periodo, non è sembrato particolarmente entusiasta di accomodarsi in panca e di partire seduto nel quarto, il vigoroso finale deve averlo convinto che Sacco ci ha visto giusto. «I ragazzi hanno fatto bene senza di me, quando sono rientrato il coach mi ha raccomandato di penetrare continuamente ed è andata bene, visto che avevo recuperato molte energie. La mia esultanza finale (braccia levate al cielo a chiedere l'ovazione del palazzo, ndr) voleva essere un ringraziamento ai tifosi. Ci sono stati vicini. In una partita cosi dura sono stati una parte importante della nostra vittoria».
Paolo Rappoccio