«Rischiamo il lavoro a causa dei ritardi»
VIGEVANO. Un treno su cinque in ritardo nell'ultimo mese sulla Milano-Mortara. I dati provengono dalle ferrovie dello Stato. Nel corso di tutto il mese di ottobre il 20 per cento dei treni della linea che unisce la quarta città della provincia di Pavia alla prima città lombarda hanno subito il 16 per cento di ritardo. Nei primi giorni di novembre il 20. E' una statistica nella quale non sono compresi i ritardi inferiori ai 5 minuti. Tra le cause ci sono i lavori che si stanno facendo la notte per il raddoppio, ma anche episodi dolorosi come il suicidio di martedi mattina. I numeri non restituiscono la realtà che ogni giorno vivono i viaggiatori. Martedi alcuni pendolari sono stati 3 ore fermi sulle carrozze, senza contare i treni soppressi.
Per molti pendolari la vita si sta complicando a causa dei disservizi. «Ho un paio di amici che rischiano il posto di lavoro». Accartocciato su un seggiolino vicino all'ingresso di un vagone del treno delle 8.10, in partenza da Vigevano, un signore che vanta 25 anni di pendolarismo racconta l'ultimatum arrivato ad alcuni conoscenti. «Io sul lavoro non ho mai avuto problemi - dice - ma alcuni colleghi si sono sentiti dire dal datore di lavoro che non possono arrivare sempre in ritardo. A loro non interessano i problemi dei treni». Spesso il treno che da Mortara o Vigevano va a Milano è soltanto un primo passo verso un'odissera quotidiana tra i mezzi di trasporto. Tanti lomellini a Milano devono prendere l'autobus oppure la metropolitana o il tram. I ritardi non sono l'unico problema per i tanti che oltre a non arrivare in tempo si trovano ogni giorno costretti a viaggiare ammassati in vetture, nelle quali dopo Abbiategrasso si fatica a trovare posti a sedere.
«Uno che sale ad Abbiategrasso - dice una ragazza - paga il biglietto normale, ma sui treni della fascia che va dalle 7,30 alle 8,30 non trova mai posto a sedere». L'altro svantaggio segnalato dai pendolari riguarda le biglietterie. «Quando si ha l'abbonamento non ci sono problemi, ma se si deve fare il biglietto spesso la biglietteria è chiusa - dice un ragazzo -. I controllori più anziani capiscono il problema, ma i più giovani sono spesso inflessibili. Cosi uno rischia di trovarsi anche una multa». Sui treni della mattina è anche difficile vedere un controllore. In certe giornate se si avventurasse tra i passeggeri a chiedere il biglietto rischierebbe il linciaggio. Attraversare un treno alla mattina non è comunque facile. Visto che tutti i sedili sono occupati i viaggiatori sono costretti ad occupare i vani tra una fila di sedili e l'altra. «Dopo tanti anni - spiega un pendolare - un po' ci si abitua. Viaggiare in treno con tutti questi disagi è sempre più comodo che andare a Milano in macchina. In questi anni ho notato però che il servizio è peggiorato rispetto a quando ho cominciato a viaggiare quasi trent'anni fa. I ritardi sono aumentati e anche la qualità dei sedili e della pulizia è scesa». (a.ball.)