Precipita l'elicottero Usa Sei militari morti e cinque feriti
TREVISO. Quattro militari morti all'istante tra le lamiere dell'elicottero statunitense che si è schiantato ieri mattina sul greto del fiume Piave, in provincia di Treviso, due morti alcune ore dopo, e altri cinque feriti, di cui uno in condizioni molto critiche: questo il bilancio diffuso dai vertici dell'Unità sanitaria numero 9 di Treviso, a cui è stato affidato il coordinamento dei soccorsi. Tutto l'equipaggio dell'elicottero militare sarebbe di stanza in Germania.
Undici, secondo quanto reso noto dalle autorità americane, i militari a bordo, partiti dalla base Usa di Aviano (Pordenone).
Forse, questa è solo una delle ipotesi, l'elicottero - un Uh-60 «Black hawk» in grado di compiere una vasta gamma di missioni, dal trasporto tattico di truppe alla guerra elettronica alle missioni di evacuazione medica - stava volando a bassa quota nel corso di un'esercitazione di sbarco e imbarco.
Dalla base americana di Heidelberg (Germania), una nota del quartier generale U.S. Army Europe & 7th Army, afferma che «le cause dell'incidente sono al momento sconosciute». L'impatto è stato deflagrante: l'elicottero si è spezzato in due, racconta un vigile del fuoco giunto con la sua squadra sul posto per primo assieme al Suem. «E' un miracolo che non abbia preso fuoco», dice. Un altro miracolo, aggiunge, è il ragazzo molto giovane sbalzato fuori dall'abitacolo, sotto choc, apparentemente illeso, portato via in barella. Sul luogo dell'incidente è giunta la polizia giudiziaria della procura del tribunale di Treviso, che ha aperto un fascicolo per disastro aereo e posto sotto sequestro la zona, e quella della procura militare di Padova; presenti anche militari statunitensi.
Prematura, al momento, qualunque ricostruzione della dinamica: dovranno prima essere sentiti i sopravvissuti ed eventuali testimoni oculari e ricostruita la tipologia del volo. Le salme dei primi quattro deceduti si trovano nell'obitorio dell'ospedale Ca' Foncello, quella del quinto all'ospedale di Padova, dove si è spento. Un altro ferito è morto a al nosocomio di Treviso, dove era ricoverato insieme all'altro ferito grave. Uno dei militari è stato sottoposto ad un complesso intervento chirurgico e sempre a Treviso sono altri due feriti, tra cui una donna, fuori pericolo. In tutti i casi, ha reso noto l'Uls, sono stati riscontrati politraumatismi tipici da caduta, ma dal tipo di lesioni sembrerebbe che il velivolo non sia precipitato da un'altezza particolarmente elevata. A Castelfranco (Treviso) e a Belluno si trovano gli ultimi due militari, anch'essi in uno stato di salute definito non preoccupante. E' escluso che i feriti meno gravi si trovino, almeno per le prossime ore, in condizione di poter rispondere alle domande del magistrato. Nessun nome, i familiari devono ancora essere avvertiti. L'allarme è stato dato al centralino del 118 di Treviso alle 12.21, ad opera di un passante che avrebbe assistito alla caduta dell'elicottero. Nel giro di un quarto d'ora sono giunti sul posto gli elicotteri del Suem di Treviso e dei vigili del fuoco di Venezia, quindi altri due elicotteri da Padova e Pieve di Cadore (Belluno). Le operazioni tecniche attorno al velivolo con i rilievi necessari all'inchiesta della magistratura sono proseguite nella notte alla luce delle fotolettriche.