Ma è senza confini la violenza alle donne

Il 25 novembre è dedicato alla Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Associazioni, Onlus e quant'altro, si mobilitano per puntare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle donne del Sud del mondo, dove soprusi, maltrattamenti, percosse e anche molto peggio, sono un corredo «naturale» della cultura di tanti Paesi, calpestando qualsiasi idea di diritto.
E per questo, giustamente si scandalizza.
Ma bisognerebbe che l'opinione pubblica si soffermasse anche sull'esplosione che, negli anni recenti, la violenza contro le donne ha avuto nei Paesi cosiddetti avanzati: in Europa è la prima causa di morte per le donne dai 15 ai 60 anni ed è quasi sempre compiuta da familiari o partner. Pochi, però, gli allarmi finora lanciati, mentre il quotidiano stillicidio in cronaca di donne uccise - come l'efferato delitto della ventiseienne Chiara Poggi di Garlasco, oppure il selvaggio omicidio della quarantasettenne Giovanna Reggiani nel centro di Roma -, stuprate, picchiate, dovrebbe far rizzare i capelli a chiunque. Ma soprattutto alle femministe «storiche» che un tempo guidavano i cortei nelle piazze e oggi sembrano preferire i salotti buoni, le rubriche firmate o meglio ancora qualche prestigiosa poltrona.
Egidio PiccoGodiasco

Broni, impossibile
il dialogo con il sindaco

Ho letto la lettera inviata dal sindaco di Broni Paroni: personalmente sono allibito. Allibito da un sindaco che vuole impartire all'opposizione lezioni di comportamento da tenere al cospetto delle varie diatribe politiche che stanno nell'ordine delle cose, durante il periodo di un mandato a governo, di una realtà cittadina.
La mia non vuole essere una risposta al sindaco, bensi ai cittadini bronesi. Come opposizione in seno al consiglio comunale, siamo costantemente tenuti all'oscuro da ogni possibile decisione presa dalla maggioranza.
Noi non pretendiamo di partecipare alla giunta comunale, ma di poter avere a disposizione convocazioni di consigli comunali dove poter discutere democraticamente, confrontandoci sulle varie tematiche. Viceversa non vengono mai convocate le varie commissioni consiliari, salutari al dibattito, anche quando non si devono approvare delibere.
Non viene mai convocata una riunione dei vari capigruppo delle forze politiche presenti nel consiglio comunale, per metterli al cospetto di decisioni importanti ed imminenti che stravolgono la nostra comunità. Non ci vengono mai date risposte certe, ma solo intenzioni fumose, che poi si traducono in situazioni destabilizzanti per l'intera città.
Ad esempio: quando termineranno i lavori alla fatidica nuova rotonda di piazza Garibaldi? Sono veritiere le notizie apparse sulla stampa che la Provincia di Pavia, da parte del Settore Viabilità, non darebbe un parere tecnico favorevole? Già, a tal proposito: notizie apparse sulla stampa! Il nostro interlocutore è la carta stampata. Altrimenti con chi noi dovremmo dialogare?
La Casa delle Libertà a Broni è stata votata da circa 2.400 cittadini, pari al 40 per cento degli elettori bronesi, che si aspettano, incontrandoci nelle vie cittadine, risposte certe. Risposte certe che si aspettano anche quei cittadini che non hanno votato la CdL. Purtroppo non abbiamo alcun tipo di risposta da dare, poichè non siamo a conoscenza di nulla.
Tutto viene segretato da un sindaco che interpreta la sua carica come se fosse un giocattolo personale al servizio delle proprie attività ludiche.
La differenza sta semplicemente nel fatto che la «cosa pubblica» non è un giocattolo, bensi un rispondere pubblicamente, il più costante e chiaro possibile, sul come verrà impegnato l'insieme delle tasse che i cittadini versano nelle casse del Comune.
Loro esigono priorità pubbliche asservite ad un unico e specifico interesse, ovvero quello di vedersi migliorata la qualità della vita.
La legge elettorale consente al popolo di eleggere una maggioranza ed una opposizione, che devono costantemente dialogare, confrontarsi, scontrarsi democraticamente, nell'interesse comune. Tutto vero, noi siamo pronti, ma questo confronto lo facciamo con chi?
Vittorio Bragaconsigliere comunale di Broni capogruppo della CdL

C'è anche la necessità
delle cure intermedie

Tra ospedale e domicilio: tutto ciò che sta nel mezzo prende il nome di «cure intermedie». Soluzioni assistenziali, cioè, destinate ai pazienti per cui il ricovero ospedaliero sarebbe inappropriato, perché manca il requisito dell'acuzie, ma per i quali anche un'offerta di assistenza a casa è insufficiente.
Sono le cure destinate alla cronicità, agli anziani, ai soggetti portatori di handicap fisici e psichici. E' un'assistenza gestita dai servizi sanitari distrettuali, più che mai alla ribalta oggi, in un periodo in cui le parole chiave razionalizzazione, appropriatezza, decentramento e territorio vanno per la maggiore.
Ruolo di ospedale e territorio, modalità di integrazione tra le équipe di cura ed assistenza, metodi e strumenti per garantire un'efficace continuità delle cure, definizioni di modelli organizzativi: sono soltanto alcuni temi che devono essere trattati e discussi quando si parla di cronicità e di disabilità, quando si analizza l'andamento demografico e la necessità di superare la centralità dell'ospedale e di disegnare una nuova e diversa rete di servizi da porre in essere nel territorio: cure domiciliari e domiciliari integrate.
Rsa, ospedali di comunità, hospice, centri di salute mentale, centri e servizi per Aids residenzialità territoriale, associazioni di medici di famiglia e di continuità assistenziale, ambultori specialistici, infermieri professionali, fisioterapisti: tutti riuniti in unica struttura edilizia che significa trasferire precipui interventi sanitari dall'ospedale al territorio migliorando efficacia, gradibilità per l'utenza ed economicità erogativa.
Questa è la realtà con la quale istituzioni pubbliche e private, governi locali, specie i Comuni, aziende e cittadini sempre più dovranno confrontarsi.
Nando Di MarcoPavia

Ecco la buona sanità
al Policlinico San Matteo

Cattiva sanità al Policlinico San Matteo di Pavia? No, grazie! Al bisogno rivolgetevi con fiducia al reparto 19 bis di Medicina: troverete professionalità e umanità da parte di tutto il personale medico ed infermieristico, in particolare dalla dottoressa Martignoni che, con le sue bravissime specializzande, garantisce un elevato livello assistenziale. Grazie di cuore a tutti.
Fernanda BruciamontiMezzanino