Robbio, allarme bullismo alle elementari

ROBBIO. I ragazzi non possono entrare in bagno senza essere maltrattati da altri coetanei: è l'allarme bullismo lanciato da alcuni genitori degli alunni delle elementari di Robbio, che invocano l'immediato intervento del dirigente scolastico Roberto Gardino. I problemi sollevati dai papà e dalle mamme robbiesi non si fermano qui: in primo piano, la sicurezza all'uscita da scuola.
«Alla scuola media i ragazzi non vanno in bagno per paura dei soliti bulli: questo il motivo per cui è stato modificato l'orario delle elementari - spiega un gruppo di genitori -. La polizia locale deve essere presente all'uscita degli studenti dalla scuola media per evitare pestaggi. E voci di paese parlavano, purtroppo, anche di sesso nei bagni: come è possibile permettere una cosa del genere?». La situazione è grave a detta dei genitori, che fanno risaltare un altro problema: gli orari di uscita degli alunni della scuola elementare, anticipati dalle 12.40 alle 12.30. «Chiediamo di chiudere parte della strada davanti all'ingresso poiché i vigili non sono sempre presenti: dopo una forte protesta si sono presentati regolarmente, ma fino a quando?», dicono i genitori. Allo stesso tempo, suggeriscono di ritornare all'orario precedente perché quello attuale crea non pochi disagi ai genitori che lavorano fino alle 12.30, attuale orario d'uscita. Inoltre, avendo spostato gli orari di 10 minuti un numero maggiore di bambini si ferma a mensa e, sostengono mamme e papà, non ci sono posti sufficienti. Non mancano i problemi di natura tecnica: per esempio, il riscaldamento è sempre acceso: non ci sono valvole funzionanti e in inverno i bambini devono andare a scuola con magliette leggere a metà maniche. «I soldi risparmiati utilizzando l'impianto con più criterio andrebbero a beneficio degli studenti e dei loro corsi di studi - aggiungono i genitori -. Il problema è stato posto anche al sindaco Arcelloni, secondo cui il riscaldamento è pagato dal Comune e quindi dai cittadini». E ancora: non c'è carta igienica né sapone, e le veneziane sono state tolte dopo tre settimane dall'inizio delle lezioni «creando difficoltà nello svolgimento delle lezioni, poiché in diverse ore il sole non permette di vedere la lavagna». Non meno secondaria la questione dei finanziamenti. «Non vi sono fondi per attività, ma si spendono 5mila euro l'anno per il corso di musica, mentre sono previste solo sette ore l'anno per informatica e l'educazione fisica è messa in secondo piano - dicono i genitori di Robbio -. Inoltre, l'anno scorso le classi seconde hanno dovuto pagare di tasca loro la maestra di ginnastica e quest'anno accadrà lo stesso. Forse per recuperare fondi si potrebbero preparare diversi progetti e ottenere sovvenzioni dalla Provincia e dalla Regione. Perché non si fanno?». Infine, un problema logistico: l'anno scorso le prime erano state messe al pianterreno. «Scelta discutibile e senza motivazione: era stato detto che si era voluto agevolare uno studente con problemi - concludono -. Scopo lodevole, ma l'aula di sostegno era al primo piano».