La Riso Scotti sbarca in India
PAVIA. La Riso Scotti si prepara a costruire uno stabilimento nell'India settentrionale per produrre il riso basmati. «Stiamo valutando - dice il presidente Dario Scotti - la possibilità di un investimento nel Panjab, a nord della capitale Nuova Dehli, per la produzione e l'importazione in Europa di un riso ideale come contorno. L'operazione è possibile al 70%: per ora siamo in fase di studio, esplorativa e conoscitiva». Dario Scotti prevede anche forti sviluppi e assunzioni nello stabilimento del Bivio Vela e chiuderà il 2007 con un fatturato in aumento del 15% come quantità. In forte sviluppo anche la Riso Scotti Romania. Ma l'ultima novità è l'India. «Il basmati - spiega Scotti - è un riso che seminato in Italia non cresce».
«Questa varietà - aggiunge Scotti - deve necessariamente crescere in India. E' per questo che intendiamo produrlo li ed esportarlo in Europa. E' prematuro parlare di quantitativi anche perchè non ci sono riferimenti storici. La produzione di basmati in India comunque non sostituirebbe il riso italiano, ma la Riso Scotti diventerebbe produttrice ed esportatrice verso l'Italia e l'Europa di una varietà di riso dalle enormi potenzialità, che soddisfa in misura crescente le esigenze del consumatore europeo: il basmati si allunga, è profumato e può essere consumato come contorno con la carne, il pollo, il pesce, le verdure».
La Riso Scotti - continua il presidente - già commercializza riso basmati e thai, ma lo acquista nel Sud Est asiatico e lo vende in Italia e nel resto d'Europa. Con il progetto basmati il gruppo industriale asseconda una rivoluzione in atto nei consumi. «Nel nostro Paese - dice ancora Scotti - il riso è usato preferibilmente nei primi piatti e questo ha limitato finora lo sviluppo del basmati. Ma ci sono indizi che il consumo del riso come contorno aumenterà sempre di più. La globalizzazione dei consumi porta all'uniformità dei comportamenti e dei gusti, anche in conseguenza della tendenza multietnica della società italiana».
India a parte, come chiuderà il 2007 della Riso Scotti? «Registriamo - risponde il presidente - un forte incremento del fatturato, di circa il 15% come capogruppo e come gruppo, e con un buon conto economico e finanziario». E non è tutto: «Molto probabilmente faremo forti investimenti produttivi al Bivio Vela, con nuove assunzioni che non posso al momento quantificare. Il polo produttivo del Bivio Vela non ha espresso per intero la sua potenzialità».
Ed eccoci al capitolo Romania. «I nostri piani nel Paese danubiano procedono molto bene. Noi guardiamo a tutto l'Est Europa: un mercato di 350 milioni di persone in evoluzione e che sempre di più ha voglia di prodotti e cibo di qualità. Attualmente in Romania possediamo 7.500 ettari, di cui 3.500 coltivati, ed entro un paio di anni arriveremo a coltivarne il 90%. La produzione è di circa 55 quintali per ettaro, lavorati nello stabilimento di Vladeni (zona a sud-est di Bucarest, simile alla Lomellina per clima e condizioni agronomiche) e commercializzati nell'Est Europa».
Tra settore agricolo e industriale lavorano nel gruppo Riso Scotti Romania circa 200 persone. I più stretti collaboratori del presidente Dario Scotti sono: l'amministratore delegato della riseria Riso Scotti Danubio Marzio Olgiati; Angelo Lonati, direttore marketing in Italia e direttore generale della Riso Scotti Danubio, che con Olgiati ha impostato il Progetto Romania; Giuseppe Croce, amministratore delegato della società di coltivazione Romuno e che ha tracciato il progetto agronomico; Roberto Bussolini, responsabile del centro servizi amministrativo e contabile al gruppo; Giorgio Radice, amministratore delegato della Enal Romania (gallette e riso soffiato); e Pino Montanari, che si occupa in chiave strategica dell'acquisto dei terreni. Altri progetti futuri riguarderanno altri Paesi tra cui gli Stati Uniti.