«Porta a porta» non si ferma
GARLASCO.Cogne e Garlasco. Annamaria Franzoni e Alberto Stasi. Colpevoli o innocenti? L'altra sera, questa domanda ha introdotto le due schede, dedicate da 'Porta a Porta" ai protagonisti di due storie di cronaca nera dal grandissimo impatto mediatico. Per la quarta volta il programma di Bruno Vespa, su RaiUno, dedicava spazio al giallo di Garlasco.
Si è allentata nelle ultime settimane, ma non è affatto cessata l'attenzione sul delitto di Chiara Poggi. Porta a Porta ha riproposto immagini e dichiarazioni di Alberto nelle settimane dopo la morte della 26enne fidanzata. Frasi strappate dai cronisti all'uscita della procura di Vigevano dopo un interrogatorio, o davanti allo studio del suo avvocato.
Il paragone con la Franzoni - condannata in secondo grado a 16 anni, per aver ucciso il figlio Samuele di 3 anni - era in questo senso: entrambi si dichiarano innocenti, ma sono stati accusati di un delitto orribile.
Nei confronti di Alberto Stasi, c'è un avviso di garanzia per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, consegnato il 20 agosto. Il 24 settembre - 44 giorni dopo il delitto, come era accaduto alla Franzoni - è stato portato in carcere, eseguendo un decreto di fermo che poi il gip non ha avallato.
Il 28 settembre Alberto Stasi è tornato in libertà. Oggi, in attesa delle relazioni dei Ris, la pressione di stampa nazionale e reti televisive è appunto temporaneamente calata. Ma, come dimostra fra l'altro la recente puntata di Porta a Porta, si continua a parlare del giallo di Garlasco. In attesa di nuovi sviluppi. (a.m.)