Tentano di violentarla, salvata dalla Polfer

VOGHERA. Hanno tentato di violentarla in tre, in pieno giorno, nello scompartimento di un treno affollato. Poi però la ragazza è riuscita a scostare le tendine della sua prigione viaggiante, permettendo alle persone che erano in piedi nel corridoio di scoprire cosa stava accadendo li dentro. Quell'attimo di incertezza da parte dei suoi aguzzini è bastato alla ragazza per divincolarsi dalla loro presa e scappare. Per fortuna il treno era appena giunto alla stazione di Voghera: la ragazza è scesa di corsa e ha chiesto aiuto a una pattuglia della Polfer. I tre sono stati bloccati e denunciati.
Si tratta di tre stranieri, tre punkabbestia provenienti dall'Europa dell'Est: S.H., 24 anni, e D.Z., 25 anni, cittadini della Repubblica Ceca; L.L., 30 anni, residente in Ungheria. Sono stati tutti e tre denunciati a piede libero per tentata violenza sessuale, con l'aggravante del reato commesso in gruppo. La giovane vittima delle loro attenzioni, una ventenne residente a Parma, che chiameremo Laura (ma il nome è di fantasia) è stata invece ospitata negli uffici della Polfer di Voghera fino a quando i suoi genitori non sono venuti a prenderla: la ragazza, comprensibilmente, non se la sentiva di prendere un altro treno da sola, dopo quello che le era accaduto al mattino. I fatti si sono verificati nei giorni scorsi, ma sono venuti alla luce solo ieri: quando la Polizia ferroviaria di Voghera, agli ordini dell'ispettore capo Salvatore Savona, ha ultimato gli accertamenti sui tre stranieri. La mattinata di terrore per la ventenne di Parma comincia domenica alle 10.03, alla stazione di Albenga, quando la ragazza sale sull'IC Plus 657 Ventimiglia-Milano: la ventenne deve scendere a Voghera e poi prendere un altro Intercity per raggiungere Parma. Laura viaggia da sola, come ha già fatto altre volte: a quanto pare la sua famiglia ha una casa dalle parti di Albenga e cosi la studentessa va spesso a trascorrere qualche giorno al mare. Alla stazione di Genova Principe, cominciano i guai: scendono le persone che hanno viaggiato con Laura fino a quel momento, e cosi la parmense si ritrova da sola nello scompartimento. Purtroppo per lei, non lo rimane a lungo. Poco dopo, infatti, salgono sul vagone tre punkabbestia stranieri: tre giovani «barboni» con i loro cani. Laura è una ragazza molto bella, i tre giovani la notano subito e decidono di fermarsi da lei. In un attimo entrano nello scompartimento con cani e zaini, circondano la ragazza, chiudono le tendine esterne ed interne (quelle che impediscono la visuale dal corridoio) e poi si «dedicano» a lei. Uno le dice 'come sei carina" ma poi tenta subito di toccarla tra le gambe, un altro la bacia sul collo, mentre anche il terzo cerca di metterle le mani addosso. Laura ha paura, piange, cerca di divincolarsi, ma loro non smettono con le loro manovre. L'incubo va avanti parecchio, da Genova a Tortona: di ferrovieri, neppure l'ombra. Ormai la situazione sta per degenerare: i tre, sempre più eccitati, cercano di spogliare la ragazza. Per fortuna Laura, in un impeto di disperazione, riesce a spostare con un braccio la tendina che copre la visuale dal corridoio. E' la sua salvezza: nel corridoio del vagone ci sono altri viaggiatori, che vedono cosa sta accadendo. Gli stupratori si fermano, interdetti: Laura ne approfitta per afferrare la sua borsa e scappare fuori da quell'incubo. Corre lungo i vagoni finchè il treno si ferma alla stazione di Voghera: la ragazza scende di corsa.