Patti chiari per il Pd Ecco le condizioni
Siamo un gruppo numeroso di elettori, candidati ed eletti della provincia di Pavia che ha partecipato e contribuito insieme ad altre 3.500.000 persone al successo del 14 ottobre.
Riteniamo che da li debbano uscire la pluralità e l'innovazione del costituente Partito Democratico, cancellando ed eliminando ogni corrente, lista, etichetta che sia indicazione di divisione ed esaltando ogni singola individualità ed ogni singolo pensiero che rappresenti le varie anime alla ricerca di una sintesi «democratica» per ogni processo decisionale.
Fatte queste premesse, proponiamo di seguito alcuni punti di facile ed immediata attuazione che esprimono i principi di democrazia, partecipazione e trasparenza e consentiranno al Pd di essere un partito nuovo e non un nuovo partito:
- Indicazione chiara delle modalità di composizione degli organi provvisori e dei loro poteri nonché dei tempi di transizione da oggi alla nascita dei vari organi dirigenti, avendo assegnato agli eletti nelle assemblee costituenti ben altri compiti e funzioni che non prefigurano ruoli e responsabilità di direzione politica a livello territoriale.
- Scelta democratica di tali organi indicando esplicitamente gli spazi per i giovani, le donne e per la partecipazione degli elettori del 14 ottobre.
- Pubblicazione sul sito www.ulivo.it; www.lanuovastagione.it e sulla stampa nazionale e locale delle spese sostenute per l'organizzazione dell'evento e della campagna elettorale con indicazione per ogni provincia (gli Utap sono competenti) dei soldi raccolti, dei soldi rimasti (al netto delle spese sopraindicate) e della loro destinazione.
- All'esclusivo scopo di attivare con la massima rapidità il positivo rapporto con gli elettori, occorre che, per vostro tramite, l'Ulivo 2006 garantisca agli organi provvisori l'utilizzo dei dati personali degli elettori.
Certi che questi punti faranno parte integrante del lavoro delle assemblee costituenti, rinnoviamo l'auspicio che si apra realmente una nuova stagione nel metodo e nel merito, contando sull'autorità che vi siete meritati nel processo democratico del 14 ottobre.
Fabio Amodio, Guido Ascari, Paolo Baffi, Ilaria Balduzzi, Luigi Barisonzi, Mattia Barosi, Giovanni Barosi, Cristina Bellavia, Chiara Bellon, Davide Bergonzi, Pierluigi Bernotti, Bruno Bertone, Romana Bianchi, Adriana Bianco, Maria Antonia Bottazzi, Nicola Branzoli, Roberto Bruggi, Giuliana Burrini, Guglielmino Cajani, Daniele Calvi, Donatella Capelli, Piera Capitelli, Gianni Castellani, Carlo Cinquini, Simonetta Coldesina, Antonio Costa, Ilaria Cristiani, Domenico Dallera, Milena D'imperio, Martina Draghi, Luigi Duse, Alessandro Fabbri, Francesco Frigerio, Mariangela Ghezzi, Marco Giansella, Anna Giardini, Giuseppe Giuliani, Guido Giuliani, Maurizio Gramegna, Virginia Grega, Angela Gregorini, Irene Guerini, Raffaella Guglielmann, Massimiliano La Corte, Simone La Corte, Mariastella Laddomada, Elisabetta Lanza, Luigi Lazzarini, Maria Luisa Lazzarino, Michele Linsalata, Bruno Longhi, Donatella Lotzniker, Andrea Lucca, Alberto Mangiante, Maurizio Marchesoni, Emanuela Marchiafava, Pietro Mariolu, Salvatore Marrano, Tommaso Martino, Tommaso Mastropietro, Silvia Merlin, Federico Montecchi, Maria Teresa Nizzoli, Aldo Penazzi, Ferdinando Perrucci, Franco Piovella, Alberto Pisani, Carlo Porcari, Claudia Porzio, Aldo Pratelli, Stefano Ramat, Antonio Ricci, Walter Ricci, Antonio Riviezzi, Antonio Rizzo, Paolo Rossi, Matteo Rossi Antonio Sacchi, Franco Sacchi, Pier Angelo Sacchi, Marco Sacchi, Francesca Sgaramella, Eugenio Sibilia, Silvia Sorrentina, Francamaria Sottocornola, Massimo Spada, Livia Sprocatti, Giovanni Torlaschi, Michele Torti, Gianfranco Urrata, Marco Vietti, Paolo Villa, Farazaneh Yekani, Sergio Valassi Fasanotti, Angelo Zucchi, Massimiliano Zurli e Leopoldino Zurli
Rom e Rifondazione
Non ho potuto parlare
Gradirei segnalare un fatto increscioso occorsomi durante l'incontro pubblico organizzato da Rifondazione comunista venerdi 26 ottobre al collegio Valla di Pavia. Come puntualmente pubblicizzato, alle 21 si dibatteva il problema del razzismo e in particolare quello verso i rom di Pavia.
Essendo l'incontro pubblico, ingenuamente pensavo che avesse lo scopo di creare un dibattito sereno fra i cittadini pavesi. Ahimé mi sbagliavo e immediatamente mi sono dovuto ricredere.
La serata è iniziata con dotti interventi di onorevoli consiglieri regionali e comunali, ossia del massimo dell'intellighenzia di Rifondazione; moderatore dell'assemblea il consigliere comunale pavese Pasquale De Tomaso. Al termine dei predicozzi iniziali, veniva data la facoltà all'uditorio di intervenire. Naturalmente a questo punto si scatenava la gara per chi era più in sintonia con le idee dei vari capi presenti.
Quando però è venuto il mio turno di intervenire, il moderatore proponeva, anzi imponeva all'assemblea di impedirmi di parlare, adducendo la scusa che io ero leghista e che pertanto ero un razzista e un provocatore. Dal buon De Tomaso mi potevo aspettare un simile atteggiamento; ciò che invece mi ha stupito è che tutta quella intellighenzia, che poco prima si era strappata le vesti per i diritti fondamentali negati ai cittadini rom, non aprisse neppure la bocca per il diritto di parola rifiutato a un cittadino italiano.
Certamente il mio intervento non sarebbe stato in sintonia con quelli precedenti, ma avrebbe probabilmente arricchito la serata di spunti di riflessione.
Poche volte nella vita ho avuto un'esperienza cosi sgradevole: neppure il minimo dissenso alla proposta indecente di De Tomaso e, in più, sguardi truci nei miei confronti. L'imponente falce e martello del tavolo della presidenza assieme al clima generale e al silenzio impostimi mi facevano rivivere le sensazioni provate durante la lettura dei libri di Solgenitzyn sui condannati ai gulag.
Ogni mia successiva richiesta di intervenire mi è sempre stata negata. La serata è terminata con due agenti di polizia (Digos) che per precauzione mi accompagnavano alla mia autovettura. Gran misera fine per una serata che forse in origine si proponeva di educare a non essere razzisti.
Fausto Bazzanidirettivo Lega Nord, Pavia
Grazie al maresciallo
Mario Spaziano
Apprendiamo che l'amico maresciallo Mario Spaziano presto lascerà l'incarico svolto presso la procura della Repubblica di Pavia per andare ad assumere il comando della stazione carabinieri di Broni. Nel corso di tutti gli anni durante i quali l'Anmic (associazione nazionale mutilati invalidi civili) si è trovata nelle condizioni di ricorrere a lui al fine di tutelare i disabili che, per legge, rappresenta, il maresciallo Mario Spaziano ha sempre dimostrato profonda umanità, competenza, professionalità e squisita disponibilità, mai dimenico che la nostra categoria è costituita da persone deboli e fragili.
Ha sempre operato nel prioritario interesse della collettività, con la dovuta fermezza e signorilità richieste dalla delicatezza che il dovere istituzionale necessitava. Di questo ne siamo a conoscenza perché ha risolto molti difficili casi grazie alle sue doti pregne di spirito conciliatore e finalizzate alla riappacificazione delle parti, interpretando altresi l'intramontabile e glorioso motto dell'Arma dei carabinieri: «Nei secoli fedele».
Il maresciallo Spaziano ha operato fruttuosamente nel silenzio soprattutto prevenendo i reati. Si è meritatamente guadagnato la stima e la considerazione della collettività e cosi operando ha tenuto sempre alto l'indiscutibile prestigio dell'Arma dei carabinieri di cui siamo profondi sostenitori e ammiratori.
Al maresciallo Mario Spaziano formuliamo i più fervidi auguri per un futuro ricco di meritate soddisfazioni.
Luigi Malinvernipresidente provinciale dell'Anmic, Pavia
Danza, il giusto merito
di chi ha seguito Oliviero
Siamo i genitori di Oliviero e anche se a malincuore, ma per amore di chiarezza e verità, non possiamo esimerci dal rispondere alle gentili «allieve» della scuola di Danza Accademica. Non ci è chiaro a quale titolo e per quali motivazioni le signore Minelli e Bajoni abbiano potuto trarre la conclusione che Oliviero sia stato «scoperto e artisticamente coltivato» da Daniela Ferri per i primi anni della sua attività.
Il fatto di avere indubbiamente frequentato la scuola di Danza Accademica non è sinomino né di essere «scoperto», né tantomeno «coltivato artisticamente». Ciò che ha determinato la nostra scelta di cambiare scuola è stato sentire il giudizio di esperti nel settore della danza che non riscontravano progressi apprezzabili nella preparazione di nostro figlio.
Ci siamo perciò rivolti alla scuola «Academy» dove Oliviero ha trovato nella maestra, Marilina Piemontese, un'insegnante attenta, assolutamente qualificata e all'altezza a svolgere il proprio lavoro. Infatti i risultati della seria preparazione, unitamente alle indubbie doti naturali di nostro figlio, non si sono fatti attendere.
Queste precisazioni andavano fatte per dare il giusto merito a chi spetta.
Giuseppe Bifulco e Laura CrottiCura Carpignano
Godiasco, Stafforini:
questa la mia posizione
Vorrei spiegare, una volta per tutte, le motivazioni che mi hanno spinto a lasciare un anno fa il gruppo Uniti per Godiasco guidato da Alberto Sorrentino. Ho deciso di dichiararmi indipendente dal gruppo - e l'ho fatto con una lettera in consiglio comunale la sera del 28 settembre 2006 - con la seguente e precisa motivazione iniziale: «Una decisione maturata nel tempo e diretta conseguenza di difficoltà di comunicazione e di condivisione delle strategie del gruppo di minoranza Uniti per Godisco».
Premetto di non aver mai avuto problemi diretti con Sorrentino e sono sicuro di non averne in futuro perché lo ritengo una persona seria e intelligente. Mi dispiace solo che abbia sottovalutato un problema e che nulla abbia fatto in questi anni per cercare di contenerlo. Nelle riunioni nella sua bella casa di Salice Terme c'erano spesso isterici e inutili battibecchi per divergenti vedute tra me e persone non facenti parte del consiglio comunale.
Premesso che ognuno a casa propria è libero di invitare chiunque voglia, credo però sia inopportuno che queste persone, che ripeto, erano estranee al consiglio comunale, interferiscano animatamente per dire che non sono d'accordo sulle cose che dico o voglio fare. La cosa diventa ancora più critica se poi il capogruppo che ho scelto per fare il sindaco, in questo caso il collega Sorrentino, non prende mai posizione per difendermi. Questa situazione imbarazzante mi ha portato nel tempo a dissociarmi dal gruppo e a considerarmi indipendente.
Sorrentino invece di cercare di capire i problemi del gruppo, ha pensato bene di scrivere sul giornale che ho frequentato alcune riunioni di maggioranza, che sono uscito dal partito dove da anni ero iscritto e che per questi motivi potevo anche dimettermi.
E' vero che ho frequentato alcune riunioni di maggioranza dopo l'uscita dal suo gruppo, ma sono sicuro che se fosse stato invitato, conoscendolo bene, ci sarebbe andato anche lui, in buona fede s'intende. Per questo motivo voglio dire a chi mi ha votato di stare tranquilli, che non faccio parte di nessuna maggioranza, ma solamente che da quel giorno in poi mi sono dichiarato indipendente di minoranza. Del resto già in passato alcuni miei elettori mi avevano consigliato questo.
E' vero anche che sono uscito dal partito nel quale militavo da anni, ma questo è un problema di carattere nazionale che ho giustificato con una raccomandata della quale tengo copia, alla segreteria di Voghera. Resto comunque saldo nei miei principi di sempre che sono di libertà, di democrazia e di pace. Anche in questo caso sono sicuro che chi mi ha votato è con me oggi e lo sarà anche nel 2009, scadenza delle prossime amministrative di Godiasco.
Roberto Stafforiniconsigliere comunale Godiasco
Montebello-Schizzola
una strada senza luce
Mi è capitato di recente di percorrere la strada che da Montebello conduce a Schizzola di sera: un vero e proprio tunnel, non vi è alcun punto luce ed è una strada molto frequentata e purtroppo a velocità elevate. Sulla sinistra in località Torrazzetta la freccia indicatrice appare all'ultimo, non parliamo in caso di nebbia intensa.
Sono convinto che strade cosi importanti necessitino di una maggiore illuminazione, ne va della tutela dell'automobilista.
Sergio BarbieriMontebello della Battaglia