Strage islamica senza mandanti
MADRID.La giustizia spagnola ha condannato i membri e i collaboratori di una cellula terroristica islamica per le bombe sui treni che l'11 marzo del 2004 fecero 191 morti e 1841 feriti a Madrid. Ma ha scagionato tutti i presunti «cervelli» della strage, a cominciare da Osman Rabei, detto «Mohammed l'egiziano», lasciando un gran punto interrogativo su chi organizzò gli attentati. «Giustizia è fatta» ha detto il premier Josè Luis Rodriguez Zapatero. Insoddisfatti i familiari delle vittime. La presidente dell'Associazione 11-M, Pilar Manjon ha detto «ricorreremo contro la sentenza» che non identifica «chi dette l'ordine» di compiere la strage». La sentenza, letta dal giudice Javier Gomez Bermudez, ha mandato a casa sette dei 28 imputati e ha condannato al massimo delle pene richieste dalla procura solo tre degli otto accusati principali. Rabei, che ascoltando il verdetto per teleconferenza a Milano è scoppiato a piangere di gioia, è stato assolto da ogni accusa: da quella di essere uno dei «cervelli» per mancanza di prove, perché il giudice non ha ritenuto sufficiente la registrazione, ad opera dei servizi segreti italiani, delle telefonate, la cui traduzione era apparsa controversa, nelle quali faceva capire di essere il «filo conduttore» della strage. Dall'accusa di appartenenza a banda armata è stato assolto perché già condannato per lo stesso reato in Italia. Altri due dei principali imputati, i marocchini Hassan Haski e Youssef Beldaji, ipotetico portavoce di Al Qaida in Europa, non sono stati riconosciuti quali «autori intellettuali» del massacro, come ipotizzava l'accusa. Il giudice Javier Gomez Bermudez, leggendo il verdetto del più grande processo in Europa al terrorismo islamico, ha condannato Jamal Zougam, esecutore materiale, e Otman Gnaoui, per aver trasportato gli esplosivi a Madrid dalle Asturie, alle massime pene, di oltre 40.000 anni per l'uccisione di 191 persone e il ferimento, e tentato assassinio, di altre 1.841. Josè Emilio Transhorras, il minatore asturiano che ha fornito gli esplosivi alla cellula, a 35.000 anni. Il codice penale spagnolo prevede un massimo di prigione di 40 anni.