Auto blu, il tribunale chiede al sindaco

PAVIA.Auto blu: il Tribunale bussa alla porta del Comune. In assenza di risposte da parte del Ministero sui contratti delle auto di servizio Arval scaduti il 23 ottobre, il dirigente del Tribunale Angelo De Sanctis sta 'sondando" la disponibilità dell'amministrazione comunale a concedere - in comodato d'uso e in via del tutto temporanea - una vettura di servizio. Oggi stesso potrebbe essere inviata al sindaco una richiesta formale, a firma del presidente Piergiovanni Palminota. Ma Piera Capitelli anticipa: «Fermo restando che a nostra disposizione ci sono tre vetture, di cui una concessa in comodato dall'Asm e una acquistata da noi, possiamo vedere di concedere l'altra auto, che è un po' vecchia ma in ordine. Dipende anche dall'uso che deve esserne fatto e dalle distanze da coprire. L'ammiraglia va bene infatti per tratti brevi. Altrimenti dovremmo condividere le altre due, ma in questo caso siamo in grado di metterle a disposizione solo in determinate occasioni, da verificare di volta in volta. La disponibilità da parte nostra, comunque, c'è».
Nel frattempo i gip che devono recarsi in carcere vengono accompagnati dagli agenti della polizia penitenziaria. Un ripiego (l'alternativa era far spostare i detenuti), in attesa che si trovi una soluzione definitiva. E che il contratto per l'unica auto che è stata a disposizione del Tribunale per anni, una Lancia Lybra (la Punto era già stata ritirata a ottobre dello scorso anno), venga rinnovato.
Sul caso il presidente del Tribunale Piergiovanni Palminota ha scritto al presidente della Corte d'Appello di Milano. Il quale ha fatto presente al Ministero la situazione di sette Uffici giudiziari del distretto di Milano, che da giorni sono privi di auto di servizio. «Altri cinque - scrive il presidente della Corte d'Appello - hanno in dotazione soltanto vecchissime Fiat, inaffidabili, pericolose, malfunzionanti e altamente inquinanti. In alcuni casi sono in attesa di rottamazione». Una situazione che rende difficile la gestione di buona parte dell'attività, soprattutto quella che si svolge fuori dai Palazzi di giustizia. (m. fio.)