Il «si» blindato di Pierferdy e Azzurra
SIENA. Il fatidico si di Pierferdinando Casini e Azzurra Caltagirone è arrivato. La sposa, come nelle migliori tradizioni, è arrivata con mezz'ora di ritardo ed è entrata, visibilmente emozionata, nel Palazzo del Municipio insieme al padre, Francesco Gaetano Caltagirone. Venti minuti prima il leader dell'Udc era entrato nel palazzo con in braccio la piccola Caterina, 3 anni, un pò spaventata dai flash dei fotografi e dalla folla di turisti e curiosi che fin dalle 17 si erano raccolti per vedere gli sposi.
Nozze blindate era stato detto, e cosi è stato all'interno della Sala del Buongoverno, in municipio, e anche nel vicino palazzo Pagnocchieschi d'Elci, dove si è svolta la cena per 120 invitati. Azzurra Caltagirone indossava un abito di Valentino, color avorio, al ginocchio, una parure di brillanti, bouquet di roselline bianche, mentre lo sposo e i suoi testimoni, Lorenzo Cesa e il fratello Federico, erano in tight. Tutto si è svolto come previsto, forse solo la grande folla di curiosi, che hanno salutato l'arrivo della sposa con un applauso, e all'uscita con il tradizionale lancio di riso rimediato, all'ultimo, dai sacchetti distribuiti agli invitati, ha un pò spiazzato tutti. Ma alla fine non ha disturbato gli sposi. Del resto era stata la stessa Azzurra a controllare che tutto fosse pronto. Intorno alle 17 aveva voluto dare anche un'ultima occhiata alla sala di palazzo D'Elci, mentre poco prima aveva accolto i testimoni (per lei le amiche del cuore Cristina Mazzantini e Lucia Gramazio) arrivati all'Hotel Continental.
Dopo il si, pronunciato davanti al sindaco diessino Maurizio Cenni, quest'ultimo ha spiegato agli sposi l'affresco del «Buongoverno», di Ambrogio Lorenzetti (1337), considerato il primo affresco laico della storia. Cenni, tra i sorrisi di Casini e di Azzurra, e degli invitati, (pochi i politici e tra questi oltre a Cesa il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione, Francesco D'Onofrio e l'ex segretario generale del Ppe Aleandro Agag), ha ricordato che fu ordinato a Lorenzetti per celebrare la forma di governo più «duratura della storia», che portò Siena al massimo dello splendore, dal 1287 al 1355.
«Un vero e proprio record», ha detto sorridendo Cenni. Poi gli sposi hanno brindato nella vicina sala del Mappamondo, prima di uscire e percorrere a piedi un breve tratto di Piazza del Campo, con fotografi e giornalisti che li hanno accompagnati fino a palazzo Pagnoccheschi d'Elci.
Per la cerimonia in comune Casini ha versato 400 euro, la somma prevista per i residenti fuori città, e altri 2000 euro a titolo di rimborso per i visitatori che non hanno potuto accedere nella zona destinata a museo occupata dagli sposi.
Tra i 120 ospiti, oltre alle figlie avute dal leader dell'Udc dal primo matrimonio con Roberta Lubich, Maria Carolina, 17 anni e Benedetta di 15, molti gli esponenti del mondo imprenditoriale e amici.
Dopo otto anni si è cosi coronata la storia d'amore tra Pierferdinando Casini e Azzurra, in quella Toscana che la sposa ha imparato ad amare anche accompagnando il padre, a cui è legata in modo particolare, proprio a Siena. Qui ha voluto che si celebrassero le sue nozze e qui dormirà questa sera, mentre gli ospiti alloggeranno alla Bagnaia, il resot della famiglia Riffeser Monti.