Nicoletta: «Io, Luciano e 13 anni di sclerosi»
MILANO. «Per me Luciano era tutto ed ora è devastante non avere più accanto lui che era amante, padre, amico, psicologo. Era una persona estremamente positiva, che amava tutto della vita e credo che soffrirebbe moltissimo per tutto quello che ora si dice su di noi». Con la voce rotta dalla commozione Nicoletta Mantovani si racconta e si difende davanti all'amico Fabio Fazio a 'Che tempo che fa" in onda ieri sera su Raitre. E' la prima volta, dopo i funerali del tenore, morto a Modena il 6 settembre scorso che la vedova di Luciano Pavarotti rilascia un'intervista e lo fa proprio nei giorni in cui, insieme alla divulgazione di indiscrezioni sulle sue condizioni di salute, sono riesplose le polemiche sull'eredità.
«Sono stata obbligata a rompere il mio silenzio - ha detto - per Luciano che non può più difendersi e per nostra figlia Alice che ha solo 4 anni e mezzo. Finchè offendono e insultano me pazienza, ma mia figlia non potrà più godere del papà e quando vorrà ricostruire chi era troverà tanto materiale ma anche tante cose brutte uscite in questo periodo su di lui e su sua mamma. Non è bello, perchè sono cose infondate e voglio che da grande veda la registrazione di questo programma e veda che ho difeso suo papà». Dinfedere il padre dagli insulti di chi «ne ha fatto una persona incapace e soggiogata mentre lui era una persona positiva, che amava la vita, amava tutti e si preoccupava per tutti». Dopo la scoperta di ben tre testamenti, colpi di scena come l'emergere di un presunto debito di 18 milioni di euro, e mentre va avanti la stima del patrimonio del tenore - è dei giorni scorsi infatti la notizia che la procura di Pesaro ha aperto un'inchiesta sul testamento 'americano" sottoscritto da Big Luciano il 29 luglio scorso nella villa di Pesaro - che ha assegnato i beni statunitensi alla moglie Nicoletta vincolandoli in un trust. «Il trust - ha spiegato Nicoletta - significa che la casa di New York è destinata a me perchè è la casa dove abbiamo vissuto e passato i momenti più belli, ma non come valore che verrà scontato dagli altri beni. E su questo c'è totale accordo con le altre figlie». Per quanto riguarda poi i presunti debiti, Nicoletta ha aggiunto che «Luciano ha lasciato tanto per tutti» sottolineando più volte che «tra me e le figlie non c'è nessun disaccordo e trovo disdicevole il tentativo fatto dai giornali di incrinare questo rapporto». Essere al centro dell'attenzione della stampa «fa parte del gioco - ha aggiunto con commozione - e Luciano me lo ripeteva sempre, ma nei momenti fondamentali come la nascita e la morte che sono totalmente privati, ci si sente indifesi e non hai neppure il tempo di elaborare un lutto cosi grande perchè lo devi passare a difenderti e indignarti». Nicoletta Mantovani ha anche parlato della recente indiscrezione, pubblicata dal settimanale 'Chi", secondo la quale lei soffrirebbe di sclerosi multipla e sarebbe questo il motivo dei suoi frequenti viaggi a New York per essere seguita dal «Multiple sclerosis research center» di Manhattan. Secondo il settimanale, proprio su consiglio del marito scomparso, la Mantovani si sarebbe affidata alle cure del professor Saud A.Sadiq, che ha fondato nel 2006 il centro newyorchese. «Essere malata - ha detto - non è una cosa di cui ci si debba vergognare, per questo non ho problemi a parlarne. Ho scoperto di essere malata 13 anni e mezzo fa, a 6 mesi dall'inizio della nostra storia. Luciano mi disse subito 'ieri sera ti amavo, oggi ti adoro", mi ha sempre detto che la mia malattia faceva parte di me e mi ha sostenuto silenziosamente, accettandomi e combattendo al mio fianco». Ha ricordato che «io e Luciano abbiamo avuto una vita bellissima, ci siamo amati moltissimo, una delle forze del nostro rapporto era il dialogo profondo. Ha avuto tanto amore nella sua prima vita con la prima moglie e tanto nella sua seconda vita con me» e che neanche lui «si sarebbe immaginato la grandissima partecipazione ai suoi funerali». Infine l'annuncio: «Ora non andrò più in tv».