Il San Matteo spacca la Provincia
PAVIA. Un consiglio provinciale chiesto dall'opposizione sul caso San Matteo che produce un risultato inatteso: dopo botta e risposta, sospensioni e ordini del giorno bocciati, la maggioranza abbandona l'aula e fa saltare la seduta. Al centro della questione, sviluppata l'altra sera in Provincia, c'era, appunto, la richiesta che il consigliere di amministrazione nominato dalla Provincia nella fondazione relazionasse sul caso San Matteo. Tentativo fallito, secondo il Centrosinistra, che con un ordine del giorno ha cercato di mettere in scacco la maggioranza chiedendo un voto che, in realtà, avrebbe diviso il Centrodestra tra fedeli a Giancarlo Abelli e fans di Giovanni Azzaretti.
La relazione di Lorenzo Callegari non ha convinto. «Risaliva a luglio, quindi era superata - spiega Fabio Zucca, consigliere provinciale della Rosa nel pugno - Callegari ha dichiarato di non poter rispondere a molte delle domande che gli erano state poste. Ne abbiamo preso atto decidendo di presentare un ordine del giorno».
Ma il consiglio prima è stato sospeso su richiesta della minoranza. Che, alla presenza del vicesindaco Ettore Filippi, poi è rientrata chiedendo a Callegari di entrare nel merito delle sue affermazioni. Il presidente Vittorio Poma ha preso le sue difese: «Non si può costringere un consigliere di amministrazione del San Matteo - ha detto - a entrare nel merito di questioni cosi delicate. Dovremmo indire una seduta a porte chiuse».
La decisione di redigere un ordine del giorno comune ha prodotto una seconda sospensione della seduta e una riunione dei capigruppo: nell'ordine del giorno si è preso atto della relazione di Callegari e delle dichiarazioni del presidente del consiglio provinciale Luigi Bassanese (che in una lettera inviata alla 'Provincia Pavese", e contestata dall'opposizione, assumeva le difese di Azzaretti firmandosi come presidente del consiglio provinciale).
«Nel documento abbiamo definito personale l'intervento di Bassanese, aggiungendo che non lo condividiamo - spiega Zucca - Ci siamo trovati di fronte una maggioranza che non ha detto una parola, semplicemente ha abbandonato l'aula. La cosa è ridicola perchè se non si condivide un ordine del giorno si vota contro. Nasce il sospetto che non tutti i componenti della maggioranza condividessero il voto contrario, e quindi preferissero evitare il confronto su un importante tema come il San Matteo. Inoltre avevo chiesto anche chiarimenti, che non sono arrivati, sul futuro del policlinico e sui rapporti con l'Università».
«Il fatto che i gruppi di maggioranza abbiano lasciato l'aula è grave dal punto di vista istituzionale - sottolinea Pierangelo Fazzini, consigliere del Pd - e dimostra che non si è voluto affronatre l'argomento, scottante ma importante. Ma il nostro ordine del giorno che non cadrà nel vuoto, perchè sicuramente riparleremo del San Matteo».