Traffico di droga, 5 patteggiamenti

VOGHERA. Per l'accusa, erano i terminali di un traffico di cocaina e hashish ramificato fra Voghera e Casteggio, che i carabinieri hanno stroncato con una doppia serie di arresti. Ieri mattina, davanti al Gup del tribunale, Donatella Oneto, cinque dei sei imputati hanno scelto la strada del patteggiamento della pena, mentre il sesto, una donna, verrà processato con rito abbreviato.
Le pene patteggiate variano da un minimo di tre anni a un massimo di tre anni e 8 mesi. La condanna più pesante è stata inflitta al 34enne vogherese Maurizio Zaffuto; Rachid El Sarkh e Ben Brahim Maffoud Slimani (difeso dagli avvocati Focacci e Giorgio Lobianco), entrambi operai edili, se la sono cavata con tre anni e 4 mesi, mentre Khalid El Byani e Aisha Mansouri (tutelati dagli avvocati Isabella Cerutti, Roberto Longo e Marcello Lugano) hanno concordato la pena di tre anni.
Infine Zara Mansouri, la convivente 46enne di Zaffuto, difesa dall'avvocato Alessandro Zucchi, affronterà il processo con rito abbreviato, a porte chiuse: il dibattimento è già stato fissato per il 14 gennaio 2008.
Nelle carte dell'accusa, non è mai comparsa l'aggravante legata al fatto, ipotizzato dalle investigazioni dei carabinieri, che la coppia Mansouri e Zaffuto portasse con sè in auto, come copertura, una bambina di sette anni, figlia di una sorella di lei, durante gli spostamenti per procurarsi la droga, per lo più nella zona di Torino. E' proprio qui che i militari della compagnia di Oltre Dora hanno arrestato, nel marzo scorso, Rachid El Sarkh, un blitz che ha chiuso il cerchio delle indagini avviate mesi prima dai colleghi della compagnia di Voghera, scatenati sulle tracce di un «giro» di droga ben strutturato nell'Oltrepo occidentale (anche se va precisato che sono stati sequestrati solo alcuni grammi di cocaina e hashish, e non grossi quantitativi, il che fa presupporre un'attività di smercio forse estesa, ma che si giocava su poche dosi cedute di volta in volta ad ogni singolo acquirente).
Nell'udienza preliminare di ieri, si è discusso anche sulle misure di custodia cautelare da applicare, o meno, agli imputati. Il giudice ha concesso la libertà a Slimani e ad Aisha Mansouri, il cui legale, l'avvocato Zucchi, dopo aver ribadito che nulla è emerso a proposito del presunto spaccio con minore al seguito, ha precisato che la piccola resta affidata alla zia e frequenta con profitto le scuole elementari. (r.lo.)