L'automobile vale 10 zeri

ROMA. Il settore dell'auto ha generato in Italia nel 2006 un giro di affari di oltre 47 miliardi di euro, inclusi Iva e Ipt, ma senza tener conto di sconti e promozioni. Il calcolo del valore delle vendite ai clienti finali giunge dal Centro Studi Fleet & Mobility che sottolinea come l'indagine evidenzi, in diversi casi, sorprendenti discrepanze tra il volume (ovvero le immatricolazioni) e il valore generato dai singoli brand. In questo contesto, rileva il Centro Studi, la Fiat resta leader di mercato, anche se nel passaggio da volume a valore la quota scende dal 23,2% al 17,2%.
Testimonianza, questa, della focalizzazione della casa piemontese su auto di medio-piccola dimensione e quindi dal prezzo più contenuto. Dietro Fiat, guadagnano posizioni Bmw e Mercedes che raggiungono una quota di valore del 6,7% rispetto al 3,2% e al 3,5% rispettivamnete segnato nei volumi di vendita. Ai piedi del podio si posiziona Volkswagen, unico brand ad avere la stessa quota (6,4%) sia in volume che in valore, a dimostrazione di un posizionamento equilibrato al centro del mercato. Grandi differenze nella classifica tra valore e volume anche relativamente ai segmenti delle autovetture: secondo il CSF&M, le auto ‘piccole' (segmenti A/utilitarie e B/piccole) - che pesano per il 56% sul numero delle immatricolazioni - incidono solo per il 38% sul giro d'affari del settore. Le auto di grandi dimensioni (D/grandi, E/superiori e F/lusso) - appena il 17% in volume - raddoppiano quasi il loro peso in valore (33%). Il segmento C (le ‘medie') si conferma come la pancia equilibrata del mercato, con quasi lo stesso peso sia in volume che in valore (26% contro 28%). L'attenzione del Centro Studi Fleet&Mobility si è inoltre focalizzata sul prezzo medio delle vetture per casa di fabbricazione. Bmw è in testa alla graduatoria con un prezzo medio sopra i 42.000 euro staccando il gruppetto di testa Mercedes, Volvo e Audi tutti nello spazio di mille euro. Più distante, poco sopra i 27.000 euro, c'è Alfa Romeo. Sopra i 20.000 euro Volkswagen e poi nove brand raggruppati in meno di 3.500 euro, dai 18.414 euro di Opel ai 14.926 di Fiat. Una sezione della ricerca è dedicata alla definizione del peso delle diverse alimentazioni delle autovetture e l'indagine mette in rilievo come il diesel, che già in volume copre oltre la metà delle vendite, in valore arriva a pesare oltre due terzi del mercato. «Ben venga la diffusione del diesel - osserva il segretario generale Unrae Gianni Filipponi - solo aumentando la quota delle vetture diesel si può sperare di raggiungere gli stringenti obiettivi di emissioni di Co2 stabiliti dalla Ue per il 2012». Vendere auto non è facile per nessuno - è la conclusione della ricerca - ma i concessionari Fiat devono vendere quasi tre vetture per sviluppare il giro d'affari che un concessionario Bmw produce con una sola vendita. Gestire una concessionaria da 40mila euro a vendita e una da 15mila euro a pezzo non è la stessa cosa in termini di investimento, clientela e cultura d'impresa. Per Malagò, presidente dei concessionari Federaicpa, la cifra del giro d'affari dell'auto nel 2006 dovrebbe quindi attestarsi intorno ai 34 miliardi.