«Via i paracarri dalla pista ciclabile di via Cairoli»

SANNAZZARO.Non sono bastate 850 firme raccolte e depositate nelle mani del sindaco. Non è neppure bastata la richiesta per la convocazione di un consiglio comunale aperto. I paracarri in ferro che delimitano la pista ciclabile di via Cairoli e di parte di via Garibaldi, il cuore commerciale di Sannazzaro, non sono stati rimossi, anzi, sono rimasti solidamente al loro posto. E allora? I commercianti e i cittadini del centro rilanciano con un'ulteriore raccolta di firme che mira all'ottenimento di una serie di richieste da soddisfare: rimuovere i paletti delimitatori oggetto di tante polemiche; far desistere il comune dall'installazione dei parchimetri a pagamento sulla stessa via Cairoli e in piazza Mercato; impegnare l'ente locale nello studio di un piano viabilistico promesso, ma mai presentato. Insomma, una petizione popolare, la seconda in pochi mesi, per far rinunciare il comune a una serie di azioni viabilistiche che, a detta dei commercianti e residenti del centro, «contribuiscono a rendere pericolosa la viabilità e a tenere lontani dai negozi i clienti».
Lo dice, a nome di tutti, la commerciante Patrizia Baldini che spiega: «Visto il silenzio calato sul problema, abbiamo dovuto ridare fiato alle nostre voci con una nuova raccolta, allargata anche ai non residenti a Sannazzaro, a coloro che da Scaldasole, Ferrera, Pieve Albignola e Mezzana Bigli, sono soliti fare le spese nei nostri negozi».
La battaglia è aperta. Innanzi tutto per i paletti delimitatori della pista ciclabile. Cosi Baldini: «Sono pericolosi, delimitano un'area già pericolosa perché esigua per essere adibita a parcheggio di macchine, carreggiata transitabile e pista ciclabile. Via Cairoli è una strada ottocentesca, nata quando transitavano carri e biciclette. Oggi è diventata un autentico imbuto ad altissima densità e pericolosità. Lo dimostrano le innumerevoli cadute di ciclisti e il numero di paletti divelti dalle auto in transito». Patrizia Baldini ricorda: «Chiediamo che venga azzerata la delibera che prevede l'installazione dei parchimetri a pagamento. Abbiamo saputo che rientreranno nel budget di spesa comunale per il 2008. Il comune è ancora in tempo a desistere sul tema. Ma perchè non ci ascolta? Perché non ci da risposte?».
Una delegazione fu ricevuta dal sindaco Michele Debattista dopo la consegna in comune della precedente petizione di 850 firme. «Fu un incontro molto cordiale - ricorda Patrizia Baldini - che non ha però avuto seguito. I paletti sono rimasti al loro posto, il progetto-parchimetri ben vivo, lo studio di un più funzionale piano di viabilità un'autentica teoria. Nessuno di noi ha potuto interloquire con gli amministratori». Da qui la decisione di riprendere la raccolta di firme e dare voce alla protesta. In soli due giorni di raccolta, sono stati 150 i firmatari del nuovo 'bollettino delle istanze".
Paolo Calvi