Freddo in classe, tocca alla Leonardo

PAVIA.Adesso che il problema freddo è stato superato alla scuola media Casorati sono i ragazzi del Leonardo da Vinci a dover subire ore di lezione al gelo, per lo meno le prime del mattino.
«E' da qualche giorno - racconta Marco Lenti, preside dell'istituto - che i termosifoni non si accendono almeno fino alle 10 perché l'impianto è un colabrodo. In alcune parti dell'edificio, infatti, non hanno ancora fatto i tubi esterni e le tubature che passano nei muri sono marce cosi vi sono grandi perdite d'acqua. Quindi, a causa dei fori nei tubi, quasi ogni giorno la pressione cala e l'acqua sparisce, cosi l'impianto non riscalda».
La caldaia della scuola media Leonardo Da Vinci è stata disattivata un paio d'anni fa e le tubature sono state collegate alla nuova caldaia dell'istituto elementare Carducci: «La caldaia funziona bene - prosegue il preside - bisognerebbe soltanto sostituire le tubeture marce con nuovi tubi esterni, dove non è ancora stato fatto. Comunque l'Asm è molto disponibile quest'anno e mi hanno già avvisato che si sta per arrivare alla soluzione definitiva del problema».
Ma l'emergenza freddo non ha colpito solo alcune aule dell'istituto ma anche la nuova palestra, una tensostruttura nel cortile della scuola, costruita tre anni fa: «La palestra - conclude Lenti - è davvero molto bella, hanno fatto proprio un bel lavoro. Purtroppo, però, è dotata di un impianto di riscaldamento insufficiente: le pareti sottili e l'ingresso dall'esterno contribuiscono a renderla gelida. Le prime ore i ragazzi sono costretti a fare ginnastica con una temperatura di circa 8 gradi, per arrivare a 12 o 13 a fine mattinata. Basterebbe accandere il riscaldamento alle 5, invece che alle 7». Il preside, tre anni fa, ha subito richiesto un collegamento tra la nuova palestra e l'interno dell'edificio scolastico: «I ragazzi - conclude il dirigente - dopo aver fatto sport devono uscire sudati al freddo per raggiungere gli spogliatoi, rischiando ogni volta di ammalarsi. E' necessario costruire un breve tunnel che dall'istituto raggiunga direttamente l'inerno della tensostruttura, cosi da eliminare il problema».
Giulia Cimpanelli