Le televisioni non spengono i riflettori sull'omicidio

GARLASCO.«Non diventeremo mica la nuova Cogne?». Salutano cosi il ritorno delle televisioni i cittadini di Garlasco. Una donna che beve il caffè al bar Gobbi, alla vista delle postazioni mobili delle Rai, si preoccupa. Era un po' di giorni infatti che i riflettori si erano spenti sul delitto. Ieri è tornata a Garlasco una troupe del programma «L'Italia sul Due», mentre l'ultimo collegamento dedicato all'omicidio di Chiara Poggi risaliva all'11 ottobre. La vita di quanti sono stati coinvolti nella tragedia intanto cerca di tornare alla normalità. Fuori dalla casa di Gropello, dove i genitori di Chiara sono ospiti di parenti, era parcheggiata l'auto dissequestrata dai Ris. A casa Stasi invece Alberto, ancora con le finestre chiuse, sta cercando di tornare a studiare, per conseguire la laurea in economia e commercio. La discussione della tesi del ragazzo era fissata infatti per il 5 ottobre.
Del faticoso tentativo del giovane studente di tornare ad una vita normale si è parlato anche nella puntata di 'L'Italia sul Due" in onda ieri. Ospiti in studio giornalisti e il criminologo Massimo Picozzi che valutando la dinamica del delitto ha invitato alla prudenza. «Tanti colpi non significano automaticamente crudeltà - ha sostenuto -. Quanto al materiale organico trovato, le scienze forensi non sempre sono in grado di dire a quando risale una traccia». Intervistato anche Pietro Franchioli, l'amico di famiglia dei Poggi che ha dedicato una poesia a Chiara e una lettera in cui invita l'assassino a togliersi dalla coscienza il peso del delitto. «Chiara era una ragazza onesta, riservata, bella - ha ricordato Franchioli - ed è stata uccisa nel momento in cui doveva spiccare il volo verso la vita. Si comportava come una mamma che dovesse custodire qualcosa, cioè la sua vita e il suo futuro. Voleva sposarsi, diventare mamma, fare diventare nonni i suoi genitori».