Due Sms prima di trovare Chiara morta

GARLASCO. Due Sms da mittente anonimo sul cellulare di Alberto: li ha ricevuti mentre entrava in casa di Chiara, il 13 agosto, trovandola morta. Un'altra apparente zona d'ombra nel giallo di Garlasco. Li ha inviati, è stato appurato, un amico di Alberto: proprio per l'orario di ricezione - le 13,44 del giorno dell'omicidio, a 16 secondi di distanza - i messaggi sono stati oggetto di accertamenti.
Le verifiche ordinate dalla procura hanno permesso di capire - anche se il numero di invio, pare tramite Internet, non risultava sul cellulare di Alberto - da dove fossero arrivati gli Sms. Da indiscrezioni, il mittente (una persona che appartiene alla cerchia degli amici di Alberto) e il contenuto degli Sms non sarebbero ritenuti, al momento, decisivi per le indagini.
Comunque: i due Sms sono arrivati sul cellulare del 24enne Alberto Stasi - unico indagato, con l'accusa di aver ucciso la fidanzata fracassandole la testa - in un orario particolarmente significativo. Vale a dire, pochi istanti prima che Alberto ritrovasse il corpo senza vita di Chiara, nel primo pomeriggio del 13 agosto.
Premessa: Chiara Poggi, 26 anni, è stata uccisa presumibilmente fra le 9.10 di quel giorno, quando è stato disinserito l'allarme di villa Poggi (da Chiara che apriva al suo assassino, o dal killer che se ne andava, se ha dormito in casa), e le 9.45. Quando cioé Alberto ha fatto a Chiara uno squillo con il cellulare - come d'abitudine ogni mattina, al risveglio - ma lei non ha risposto.
Rivedendo i tabulati relativi alle telefonate di Stasi, e gli interrogatori del ragazzo che descrive la giornata, alle 10.45 Alberto ha fatto un altro squillo sul telefonino della fidazata. Senza avere risposta. Alle 12.20 l'ha richiamata - sia sul fisso di villa Poggi che sul cellulare - usando il fisso della villa di via Carducci dove vive coi genitori.
Non si preoccupa per il silenzio di Chiara: «La sera prima, quando ci siamo lasciati, mi ha detto che forse sarebbe andata alla casa di riposo di Gropello dalla nonna», si legge a verbale. Mentre finisce il TG5, Alberto prova a chiamare Chiara «a casa e sul cellulare più volte», l'ultima alle 13,27. Ma non riceve risposta. Allora Alberto sale sulla sua Golf nera, e va in via Pascoli a controllare. Prima di entrare in giardino scavalcando la recinzione, suona il campanello: «Credo per tre volte, di cui una prolungata».
Poi col cellulare chiama un 'ultima volta il fisso di villa Poggi e il cellulare di Chiara, «facendoli squillare insistentemente, tanto da sentirli dalla strada». Sono le 13,43. Alberto chiama ancora ad alta voce la fidanzata. Gli risponde il silenzio totale dietro le imposte chiuse di villa Poggi, sotto il sole del 13 agosto. Guarda dal cancellino se la morosa è in giardino, a prendere il sole. Nota che il 'led" rosso dell'antifurto non è acceso. Chiama di nuovo la fidanzata a gran voce. Decide di scalvalcare il muretto di cinta. Chiama Chiara, lei non risponde: Alberto entra dalla porta di ingresso che è chiusa, ma non a chiave.
La ricezione dei due messaggini si inserisce proprio a questo punto. Il primo arriva alle 13, 44 minuti e 5 secondi: meno di un minuto dopo l'ultima chiamata fatta da Alberto in strada, con il suo cellulare. Per questo sui due Sms si sono concentrate le verifiche dei carabinieri. Che sono tuttora impegnati in un complesso - e non ancora concluso - lavoro di valutazione dei tabulati di tutti coloro che in qualche modo, anche marginalmente, sono entrati in contatto con il giallo di Garlasco.