«Basta viti in Oltrepo, piantate ulivi» La svolta di un produttore a Torrazza
TORRAZZA COSTE. Olive verdi e nere, grosse e succose. Sulle colline dell'Oltrepo: non è fanta-agricoltura, visto gli olivi sono coltivati abitualmente nelle regioni più soleggiate come Puglia e Sicilia o la riviera Ligure, bensi il risultato della sperimentazione condotta da Saturnino Servidio, esperto perito agrario che può vantare numerose conoscenze in questo settore.
«Lo sviluppo dell'olivicoltura è una straordinaria opportunità che l'Oltrepo dovrebbe sfruttare appieno ma, purtroppo, le istituzioni regionali cui mi sono rivolto hanno dimostrato insensibilità verso questa occasione - spiega Saturnino Servidio, che da ben 33 anni opera in questa zona, offrendo la propria consulenza tecnica anche in altre regioni d'Italia - Alcune varietà di olivo, già studiate presso i centri sperimentali che si occupano di esaminarle approfonditamente, trovano nell'ambiente oltrepadano la possibilità di vivere, vegetare e produrre». La conferma sulla veridicità di questa teoria si può vedere coi propri occhi salendo sulle colline di Barisonzo, piccola frazione di Torrazza Coste, dove Saturnino Servidio ha trovato la collaborazione dell'imprenditore agricolo Carlino Pastore.
Che gli ha permesso di piantare sul suo terreno centinaia di piantine di olivo con indubbi risultati: «Questi alberi sono cresciuti rigogliosi ed hanno dato i loro frutti. Le olive pronte da cogliere possono essere usate in cucina, messe in salamoia oppure utilizzate per la produzione di olio - spiega il perito agrario, che risiede a Voghera - Se tutti gli agricoltori impiantassero degli olivi sui loro terreni più esposti al sole, allora si potrebbe creare un piccolo stabilimento per la macinatura delle olive ed ottenere cosi un eccellente olio extravergine, di qualità finissima e con pochi grassi». A vedere delle olive crescere a pochi metri dalle vigne dove nasce la migliore uva oltrepadana viene subito da pensare che, di questi tempi, anche qui da noi le condizioni climatiche siano impazzite; un preciso studio preparato dal coraggioso perito agrario, tuttavia, spiega come certe varietà possano crescere senza problemi anche nella zona oltrepadana. «La nocellara messinese e la carolea, originarie rispettivamente della Sicilia e della Calabria, hanno un'elevata resistenza al freddo ed alla siccità. La sopravvivenza nelle nostre zone collinari e montane è garantita, ma quando ho preso contatto con la Regione mi è stato risposto che al momento le uniche sperimentazioni perseguite ufficialmente sono quelle nel Garda bresciano e nell'Alto Lario» illustra Servidio che aggiunge come nel Val Tidone piacentino si siano già raggiunti importanti risultati nell'olivicoltura, grazie anche all'interesse manifestato dalle istituzioni. Da qui la proposta per altri produttori che vogliono diventare innovativi sulle colline oltrepadane: «Personalmente sono disponibile a redigere un manuale pratico sulla coltivazione dell'olivo in Oltrepo Pavese e fornire la mia consulenza specialistica in occasione di convegni sull'argomento - conclude il produttore controcorrente - Attraverso l'olivo, le aziende agricole oltrepadane potrebbero avere un'altra fonte di reddito, vendendo contemporaneamente sia il vino che l'olio, con benefici positivi anche sotto il punto di vista turistico». Vino e olio: l'abbinata potrebbe essere vincente e in grado di dare ottimi risultati, in tempi brevi. (s.d.)