Juve, Tiago dice basta: «Ranieri non mi vuole»

TORINO.Per la Juve che domani sera aspetta il Genoa scoppia il caso-Tiago. Rivelatosi un flop di mercato (costo 13 mln), non è più considerato da Ranieri e si sfoga con la stampa portoghese. «Rispetto le decisioni di Ranieri - ha dichiarato Tiago - ma sono la quarta scelta nel ruolo di centrale e non mi va bene. La mia esperienza alla Juve è una delusione, pensavo di essere titolare. Non è un problema di condizione fisica, perchè la preparazione non è stata più dure delle altre che ho effettuato. Ho parlato con Ranieri e gli ho detto che non mi sento realizzato: lui ha risposto che mi capisce, ma che in questo momento non ha intenzione di cambiare». La responsabilità quindi «è tutta del tecnico, che rispetto, ma non mi sta bene».
Conclusione scontata: «Se le cose continueranno cosi, vorrei andare a provare altrove, ma in un grande club che creda davvero in me». Il fatto è che non sarà facile cederlo senza rimetterci, perchè ha cinque anni di contratto e un ingaggio di oltre tre milioni di euro. Tiago ha giocato solo due spezzoni di gara, quest'anno, ma non ha mai convinto. Contro la Reggina, il portoghese ha sfoderato alcune buone giocate, assist e scambi di discreto livello, ma è lento e fisicamente sovrastato dagli avversari. Caratteristiche tecniche che la Juventus conosceva e che hanno costretto il giocatore, nelle due esperienze di Lione e Chelsea, a finire in panchina dopo alcune giornate. Intanto domani torna la coppia degli anni bianconeri felici: Del Piero-Trezeguet. Alex, caricatissimo per il nuovo contratto e sostenuto dai tifosi entusiasti, può essere l'arma in più in una Juventus che, se ci fosse stato Iaquinta, avrebbe schierato il tridente, anche se l'ipotesi non è ancora esclusa, con Palladino terza punta. Dopo la panchina e l'umiliazione di giocare solo pochi minuti a Firenze, il capitano tenta di rispondere alla propria maniera, cioè sul campo.
Per quanto riguarda Del Piero, Trezeguet lo incorona cosi: «E' lui il leader», a testimonianza che Del Piero è anche un grande uomo spogliatoio, non serba rancori personali nei confronti dei tecnici, ma guarda sempre alla causa comune. La sua età avanza, ma il piede non cambia. E' fermo al rigore calciato alto con la Roma, all'Olimpico e ai due pali colti con l'Udinese nella giornata precedente, che costarono la sconfitta della Juve. Che è comunque seconda in classifica.