Forza Italia caccia i dissidenti della «civica»
MORTARA. Espulsi. Il Collegio regionale dei probiviri di Forza Italia ha messo fuori dal partito l'architetto Franco Varini, Maurizio Vidali (candidato alle provinciali), Leonardo Albanese, Paola Cervio, Andrea Corti, Pino Pisani, Sergio Corti e Giuseppe Agostino e Stefania Sacchi. La vicenda risale alla campagna elettorale delle comunali, quando l'allora coordinatore Roberto Rizzi, con Camillo Schiantarelli e Paolo Silva (candidato sindaco), aveva segnalato che alcuni iscritti appoggiavano apertamente la formazione della lista civica guidata da Cristina Maldifassi. A giugno il ricorso. Ascoltati gli interessati, il Collegio dei probiviri, presieduto dall'avvocato Giorgio Floridia, ha deciso nei giorni scorsi di espellere i nove da Forza Italia. «Un provvedimento inutile - commenta Varini - visto che io mi ero già dimesso dal partito nel mese di aprile».
La richiesta di espulsione era stata presentata a giugno da Schiantarelli, Rizzi e Silva, dopo la sconfitta elettorale di maggio, che aveva visto uscire vincitore Roberto Robecchi. L'ex-sindaco di Forza Italia, però, questa volta si era candidato con la Lega Nord, dopo lo strappo locale del Carroccio con la Casa delle libertà. Secondo l''accusa" i nove esponenti poi espulsi erano venuti meno «ai loro doveri di lealtà e coerenza nei confronti del Movimento e ne hanno pregiudicato gli interessi politici in occasione delle elezioni amministrative comunali tenutesi il 27-28.5.2007 per aver svolto attività contrastanti con le direttive degli organi statutari, tenendo un comportamento lesivo dell'integrità del Movimento e venendosi a trovare in una situazione di grave indegnità politica, per essersi candidati in liste concorrenti con la lista di Forza Italia e per avere cosi contribuito a cagionare la sconfitta elettorale di quest'ultima».
Il Collegio dei probiviri ha tenuto un'istruttoria, si è riunito il 20 settembre e, dopo aver verificato la documentazione prodotta (tra cui alcuni articoli di giornale), dopo una serie di audizioni, ha deliberato l'espulsione dal partito di queste persone.
In questi giorni, il commissario di Forza Italia a Mortara, Vittorio Poma (presidente della Provincia), ha notificato l'espulsione agli interessati che possono anche impugnare il provvedimento a loro tutela.
«Io mi sono dimesso da Forza Italia nell'aprile 2007 - commenta Franco Varini - ed è difficile espellere qualcuno che è già uscito, un'espulsione inutile e assurda, visto che me n'ero già andato. Tra l'altro sono stati espulsi anche Stefania Sacchi e Giuseppe Agostino che non erano nemmeno più iscritti. La cosa più brutta è ricorrere contro gente che non è più iscritta e viene anche espulsa e, tra l'altro, su un ricorso partito ad elezioni perse. Potevano pensarci prima». Considera ancora giusta la scelta di sostenere la Maldifassi? «E' una scelta che ho fatto perché l'ho ritenuta giusta». E Varini contesta anche un altro aspetto della vicenda: «La richiesta di espulsione nei nostri confronti è stata presentata da Silva, Schiantarelli e Rizzi senza nemmeno sentire il direttivo del partito e la lettera che ci annuncia l'espulsione è firmata dal commissario Poma. Insomma, una scelta arbitraria, un atto di 'vera" democrazia e trasparenza che ha saltato il direttivo».
«Mi pare che l'espulsione sia la logica conseguenza di una scelta di rottura politica compiuta dagli interessati verso Forza Italia - commenta il commissario Vittorio Poma - Si sono adoperati per costituire una lista alternativa alle elezioni e, di fatto, si sono autocollocati fuori dal partito. Non c'è alcun compiacimento in questa vicenda, ma il bisogno di creare le basi per rilanciare il partito in una città importante come Mortara». Fino a quando la segreteria cittadina resterà commissariata? «Il 28 ottobre - spiega Poma - c'è il congresso provinciale. Subito dopo convocherò una riunione a Mortara per stabilire un percorso che porti all'insediamento degli organismi statutari. Credo che l'iter possa essere completato entro i primi mesi del 2008».
La segreteria cittadina era stata commissariata proprio in seguito alla situazione che si era creata durante e dopo le elezioni. «Sono state azzerate le posizioni - spiega Vittorio Poma - proprio per capire che cosa era successo».
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