Aronica il predestinato
PAVIA. Gareggiare, per la prima volta, superati i quarant'anni e, soprattutto, conquistare un bronzo nel campionato italiano. Fabrizio Aronica, avvocato 41enne di Pavia, nel 2006 si è innamorato di uno sport motoristico tanto di nicchia quanto appassionante: la moto d'acqua. Spinto da Emanuel Spinetta, presidente del team pavese Free Style Show Endurance Racing Team, ha deciso di fare il grande salto nel mondo dell'agonismo. «Ho prima acquistato una stand up usata, giusto per impratichirmi, poi sono diventato il felice proprietario di una Yamaha Gpr 1300 Racing 2 tempi con cui ho affrontato il mio primo campionato italiano». Classificandosi terzo, dietro Alessio Schitu e Mirko Spoto.
Tutto è iniziato per caso. Racconta Aronica: «Ho conosciuto Spinetta, che è anche lui un forte pilota, al Mugello. Ero là a girare con la mia Suzuki quando Spinetta mi ha domandato perché non provavo la moto d'acqua». Un suggerimento prontamente accolto dall'avvocato pavese: «Ho cominciato con le stand up, le moto d'acqua che si guidano in piedi, perfette per prendere confidenza: sono meno potenti, ma anche meno stabili e quindi richiedono una sforzo maggiore in termini di equilibrio». Dalla stand up alla run about, il passo è stato breve. La run about è la massima espressione tecnologica della moto d'acqua, si guida stando seduti, come le due ruote da strada. E pure la cavalleria, cioè la potenza, è come quella quella sviluppata dai bolidi che sfrecciano sull'asfalto: dai 180 cavalli ai 220 cavalli. La Yamaha usata da Aronica, fresco vincitore del bronzo nel campionato italiano di Formula Uno Endurance 2 tempi (l'ultima gara l'avvocato prestato alle gare sui fiumi e in mare aperto l'ha disputata il 7 ottobre scorso a Genova), sviluppa una potenza di 180 cavalli e una velocità massima di 71 miglia, 135 chilometri l'ora. Che, in mare o su un fiume, sono davvero tanti. «Guidare una moto d'acqua non è molto diverso dal guidare una moto su strada, il passaggio dall'uno all'altro mezzo - precisa Aronica - è agevole. Con la moto d'acqua si vivono le emozioni delle velocità pura e i salti tipici del motocross. E' uno sport che ti prende subito, una volta che lo provi non lo abbandoni più». Aronica nella stagione appena finita ha ha preso parte alle gare di Elba, Fano, Iesolo, Sermide, Boretto, in mare e su fiume. Le moto d'acqua run about corrono nell'Endurance, che sono gare sulla distanza, e in circuito. Le prove di Endurance sono solitamente divise in due manche da 45 minuti ciascuna, salvo eccezioni come l'Elba, un vero tour de force per un totale di quattro ore tra andata e ritorno. «Bisogna essere veloci ma anche resistenti», commenta Aronica. I cui progetti per il futuro prevedono il passaggio nella classe regina, la quattro tempi, ma anche il campionato Europeo. A patto, naturalmente, che si trovino gli sponsor. «Le prime gare sono la primavera prossima, ho qualche mese per preparare la nuova stagione». Preparare, appunto: perché il talento, da solo, non basta, serve la moto, il mezzo giusto per imporsi. Le moto d'acqua sono gioielli, costosi, tecnologicamente molto evoluti. Un campo, questo, in cui dettano legge i giapponesi di Yamaha e Kawasaki e i canadesi della Bombardier: «Le moto d'acqua hanno prestazioni simili, quello che fa la differenza è l'affidabilità. Nelle gare di durata è facile rompere, potenza e affidabilità sono tutto», conclude Aronica.