Aspettando un nuovo errore di Hamilton

Il primo errore grave, certo. Ma poco è cambiato: Lewis Hamilton gioca il secondo match point per il titolo piloti da una posizione di netto vantaggio. Delle possibili combinazioni leggete a parte, quello che resta da vedere è se e come Hamilton riuscirà a gestire l'inevitabile pressione che avrà addosso fin dalle prove libere sul circuito di Interlagos.
E anche in questo caso, in apparenza, non è che Alonso o Raikkonen possano nutrire grandi speranze.
Già il fatto di essere qui a lottare per il mondiale all'ultima gara in posizione di vantaggio dimostra come lo status di esordiente non lo abbia in alcun modo penalizzato, anzi. Con qualcosa di più di un pizzico di sfrontatezza, tra i colleghi c'è chi parla apertamente di arroganza, Hamilton ha saputo destreggiarsi al meglio nel Circus, riuscendo anche a piazzare un paio di colpi bassi. E soprattutto riuscendo contemporanemente ad esprimere il proprio innegabile talento.
Nemmeno la circostanza di andare a giocarsi tutto in un circuito a lui sconosciuto può far pensare ad una difficoltà particolare dell'attuale leader iridato. Negli ultimi Gp Hamilton si trovava nella stessa, identica situazione, ma ha saputo contrastare i rivali, riuscendo comunque ad essere veloce, in prova e anche in gara.
Certo, qualcosa ha pagato nei confronti di Alonso e dello stesso Raikkonen nella seconda parte di stagione, quella della rimonta dei due avversari. C'è chi dice sia perchè Alonso non condivide più i dati di telemetria della Mclaren col compagno di scuderia come avveniva a inizio campionato. Ma il vantaggio di punti dell'inglese lo vede comunque favorito su tutti.
La speranza per gli inseguitori allora diventa quell'unico vero errore. In Cina fu spavalderia o un semplice infortunio? Vedremo se la pressione più grande, questa volta davvero unica, alla quale sarà sottoposto avrà un qualche effetto. Cosi non fosse, ci sarà solo da applaudire un degno campione.