Gastaldi, addio al Voghera

VOGHERA.«Basta umiliazioni, Voghera merita di più!». Cominciava cosi il volantino distribuito domenica al Comunale dai tifosi della gradinata Nord. Il presidente Luigi Gastaldi non ci sta: «Ho preso l'impegno di portare a termine la stagione e lo rispetterò da persona seria, poi lascio, la musica è finita. Non posso continuare senza l'aiuto di nessuno».
Nel volantino i tifosi chiedevano «una nuova società che ci ridia l'orgoglio di tifare Voghera, che invogli i tifosi a venire allo stadio». Appesi nella porzione di curva dove di solito si trovano i tifosi che vanno anche in trasferta c'erano due striscioni: «Tempi duri...» e «Cuore, grinta, umiltà e una nuova società». La contestazione è stata dura, ma civile. A ciò si aggiunge il fatto che la squadra sta attraversando il momento più difficile dall'inizio del campionato è iniziato (1 punto nelle ultime 3 partite): «Il pubblico di Voghera è stanco dell'attuale società, è stanco di essere umiliato da realtà sconosciute, è stanco di come non si voglia lottare per le posizioni che contano - recita il testo - . Sono dieci anni che siamo in D, dieci anni che il pubblico vede entrare soci che scappano a gambe levate, che sente di libri lasciati in tribunale salvo poi trovare tutto come prima. Si sente dire che nessuno vuole entrare nel Voghera: come mai? Chiediamo a tutte le forze locali di interessarsi alla nostra società. Ringraziamo Gastaldi per averci salvato nel 1995, ma è ora che si faccia da parte, è ora che entri qualcuno di nuovo con programmi ben precisi». Lo stesso presidente del Voghera Luigi Gastaldi domenica era allo stadio: «Le cose che ho visto mi fanno pensare più che mai di andarmene. Avrei potuto vendere il titolo a squadre che me lo hanno chiesto questa estate e il Voghera sarebbe andato in 2ª categoria: se questo è il ringraziamento. A ottobre avevo richiesto un intervento del sindaco con una lettera ufficiale, sono state fatte promesse che non sono state mantenute: non è successo nulla. Fa specie che le associazioni di categoria come artigiani, industriali non solo non hanno dato una mano in termini di pubblicità, ma non hanno fatto neanche gli abbonamenti. Porto a termine la stagione, però alla fine dell'anno pianto li. Tutti promettono e nessuno fa nulla, sono stanco».
Marco Quaglini