«Pagare le tasse, non bello ma giusto»

PAVIA.«E' un anno che il dottore Giovanni Foresti tenta di portarmi a Pavia. Adesso che ci è riuscito mi aspetto una lunga serata». Questa, la battuta del numero uno del gruppo Unicredit, arrivato in tarda serata nella chiesetta sconsacrata del Collegio Ghislieri per affrontare questioni spinose di economia e politica.
estenuante. Ad attenderlo una folla di studenti, militanti del partito democratico, il coordinatore di Libertà e giustizia Antonio Ricci, Mattia Barosi e Antonio Macchi.
Il professore del collegio Andrea Belvedere lo omaggia con una cravatta: «Me la posso mettere subito?» scherza Profumo.
Il dibattitto si accende. Dalla Finanziaria alla legge elettorale. Dalla scelta di essere europei alla presenza nel gruppo del Corriere, a proposito della quale pecisa: «Con Capitalia abbiamo assorbito il 2% di Rcs che scade tra due anni. Da quella data non ci saremo più. Stessa cosa vale per Pirelli. Ma sono pronto a cedere le quote anche prima della scadenza dei patti di sindacato».
E il governo Prodi? Secondo Profumo poteva essere più deciso sul contenimento della spesa corrente, con un'attenuante: «Se si tiene conto della composizione del governo penso che fosse molto difficile far meglio. Comunque c'è stata un'inversione di rotta perchè la spesa corrente è scesa».
I dubbi riguardano l'intervento sull'Ici: «Forse era meglio intervenire sull'Irpef». Ma, nel complesso, il giudizio è positivo: «Siamo grati al governo che sta facendo pagare di più le tasse a chi non le pagava. Non che sia bello pagarle (il riferimento, forse, è al ministro Padoa Schioppa, ndr.), intendiamoci. Ma giusto».
Profumo punta il dito contro la legge elettorale: «Al referendum sono andato a votare il primo giorno. La soluzione non è avere un grande sistema di centro, ma istituzioni con un'alternanza chiara. Dobbiamo avere la capacità di riconoscerci nelle istituzioni, da qualunque parte si stia».
Contesta chi chiede la difesa dell'italianità delle imprese: ««Le aziende imprese si mantengono in un Paese nella misura in cui è interessante lavorare e gestire. Non si mantengono in via amministrativa o normativa altrimenti rischierebbero di scomparire».
Francesca Fiocchi