Watson: «I neri? Meno intelligenti»

LONDRA.Ha scatenato un'ondata di indignazione in Gran Bretagna l'ultima affermazione di James Watson, pioniere del genoma umano e premio Nobel per la medicina nel '92. In un'intervista al domenicale «The Sunday Times» si è detto pessimista sull'Africa perchè le politiche occidentali si basano sulla convinzione che «l'intelligenza degli africani sia come la nostra, il che centraddice tutti gli esperimenti effettuati». Secondo Watson, nell'arco di una decina d'anni, si troveranno anche i geni responsabili delle differenze nell'intelligenza umana. Watson non è nuovo ad affermazioni sensazionali. Nel 1997, dichiarò che una donna dovrebbe avere il diritto di abortire se dal test prenatale si accorgesse di aver concepito un omosessuale. Il Nobel italiano Rita Levi Montalcini è rimasta sbalordita: «Non ci credo, non può aver detto questo, sarà stato Storace. Watson è una grande personalità, un genio». Quanto alla stravagante teoria, Montalcini assicura che l'etnia non c'entra nulla con l'intelligenza «quello che conta non è la genetica ma l'eti-genetica, cioè l'ambiente».