«Negli autogrill una saletta di pronto intervento»

CASTELNUOVO.Poteva salvarsi? Roberto Pavoni avrebbe avuto qualche chanche di sopravvivenza se avesse raggiunto l'autogrill di Castelnuovo? Poteva servire la presenza di un defibrillatore nella stazione di servizio? Nessuno può rispondere, ma resta il dubbio sulla lentezza dei soccorsi in luoghi particolari come l'autostrada: difficili da raggiungere proprio perchè bisogna passare dai caselli che spesso si trovano a grande distanza. «Noi del 118 di Pavia - afferma il direttore Maurizio Raimondi - per tre anni abbiamo gestito il servizio di 'elicortesia", in accordo con l'autostrada Milano-Serravalle. Alla lunga, vista la tipologia del traffico, abbiamo visto che serviva di più un'ambulanza che girasse in continuazione sul tracciato, fermandosi nei vari autogrill per vedere se c'era bisogno di un aiuto medico. Siamo andati avanti con l'auto per altri tre anni, soprattutto nei week end e nei periodi di maggiore traffico come quello dei ponti festivi e delle ferie. Non abbiamo fatto molte urgenze da incidenti stradali, ma moltissimi interventi di carattere medico: dal mal di pancia improvviso alle ustioni solari di chi era stato troppo sulla spiaggia. Segno, comunque, che la presenza di un medico era comunque un'esigenza sentita. Presidiare tutti gli autogrill con un mezzo del 118 sarebbe troppo costoso e forse anche inutile: invece si potrebbe pensare di dotare gli autogrill di salette di pronto intervento, con personale preparato per gestire piccole emergenze in attesa dell'arrivo dei medici del 118. I corsi sono previsti dalla legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ma non tutti li fanno o li fanno bene». (p.fiz.)