Gambolò cerca riscatto
GAMBOLO'.Non è stata di certo una vera American Eagle Gambolò quella vista con Magenta: una squadra presuntuosa, poco incline al sacrificio e a tratti irritante per l'atteggiamento in campo. Il talento individuale non è bastato per uscire dalla situazione difficile in cui si è trovata fin da subito per aver affrontato col piglio sbagliato la partita. «Abbiamo avuto un approccio mentale deficitario - dice l'allenatore Bertoglio -. Siamo scesi in campo convinti di averla già vinta: invece siamo partiti male e poi non siamo riusciti a rimetterla in piedi. Siamo mancati di intensità e concentrazione in attacco: troppe conclusioni affrettate e soluzioni individuali. Poi è vero che a loro veniva tutto e a noi nulla, ma anche quando abbiamo provato a recuperare non l'abbiamo mai fatto con convinzione». L'American Eagle è stata costruita per arrivare lontano in questa categoria, quindi una sconfitta può essere salutare, anche se l'allenatore vuole riprendere subito il discorso con la vittoria. «Spero - dice Bertoglio - che la partita con Magenta non sia un segnale di appannamento atletico. Abbiamo avuto problemi con gli allenamenti e lo abbiamo visto in campo. Abbiamo giocato in modo confuso, anche se con volontà. Un po' di umiltà non avrebbe fatto male, visto che con Magenta avevamo già perso in precampionato, evidenziando la nostra difficoltà ad affrontare squadre con lunghi atipici». Ora Gambolò potrà cercare il riscatto nel derby con la Ddl Records Vigevano che, dal canto suo, avrà la tranquillità di chi è riuscita a muovere la classifica, avendo vinto con il Pentagono e colto i primi punti. «Sarà pur sempre un derby - dice Bertoglio - ma credo che per noi sia l'avversario migliore dopo Magenta».
Giovanni D'Introno