Un riparo in piazza per i poveri
PAVIA.La lotta alla povertà parte dall'accoglienza. E' in questo momento che i poveri diventano visibili. Con le loro esigenze e bisogni, ma anche con i loro progetti. In occasione della 'Giornata mondiale contro la povertà" questa sera, alle 21, piazza Vittoria accoglierà le persone senza fissa dimora della città. Un momento di condivisione con i cittadini «per arrivare a scoprire che Pavia non è una città razzista, ma accogliente e solidale», commenta don Franco Tassone della Casa del Giovane. La serata è organizzata, oltre che dalle associazioni di volontariato e dalle organizzazioni sindacali, anche dall'assessorato alle Politiche sociali, che ha voluto dare rilievo alla manifestazione proponendo una serie di iniziative finalizzare a sensibilizare la cittadinanza sul tema della povertà in generale e delle nuove forme di povertà in particolare.
Durante la serata verranno somministrate bevande calde e distribuiti kit alimentari, con momenti di animazione da parte di gruppi di teatro sociale e giocoleria. A queste iniziative va aggiunta l'attività costante dei volontari che operano all'interno delle strutture del centro diurno 'In&Out" e del dormitorio 'Casa San Francesco". Un bilancio che parla da solo. La prima struttura ha accolto in poco meno di un anno (è stata aperta nel novembre del 2006) 345 persone diverse. Il dato più significativo è che il 52% è italiano. Per il resto si tratta di stranieri, che provengono soprattutto dal nord Africa e Romania. La maggioranza risulta disoccupata (l'80%). Solo pochi hanno un lavoro, anche se saltuario e alcuni (il 5%) ricevono una pensione di invalidità, spesso per disagio psichico. La prima causa di disagio delle persone è l'immigrazione (40%). Segue la tossicodipendenza (20%), il disagio psichico (16%), il disagio sociale (11%), l'alcol e la condizione di ex detenuti. «Il disagio psichico è una problematica sempre più in aumento e difficile da gestire, sia per la mancanza di servizi, sia perché queste persone non riescono ad affrontare in modo consapevole le loro difficoltà. In generale la situazione del disagio a Pavia è varia, ma significativa - spiega don Tassone - Sono stati molto richiesti quei servizi che rispondevano ai beni di prima necessità e che mancavano sul territorio pavese: in particolare la lavanderia e la colazione al mattino». Nel dormitorio di Casa San Francesco sono invece passate nell'ultimo anno 221 persone, per un totale di 389 ingressi nei tre anni di funzionamento del dormitorio. Rispetto al passato sono aumentate le persone provenienti da fuori provincia, mentre è stabile il numero degli ingressi da Pavia e provincia e in diminuzione gli stranieri. In genere la permanenza non supera il mese (60%), pochi sono quelli che rimangono da uno a tre mesi di fila e sempre meno le permanenze oltre i tre mesi. (m. fio.)