Nicolò, il nodo dei risarcimenti
MILANO.In questo periodo in cui le sciagure stradali provocate da autisti preda a alcol e droga si sussegono, riemerge una drammatica vicenda oltrepadana che ha portato alla pena più pesante che sia stata mai emessa dalla magistratura milanese in tema di incidenti. Pena confermata dalla Cassazione per il marocchino Abdellah El Aufir che con la sua guida criminale causò la morte del piccolo Nicolò Repossi, un bambino di 5 anni e mezzo abitante a Torricella. Il fatto avvenne il 20 agosto 2003 sulla tangenziale di Milano dove il nordafricano, irregolare e già denunciato per problemi di droga, dopo aver rubato una automobile procedeva contromano in stato di ubriachezza allorchè si scontrò con la vettura sulla quale viaggiava il piccolo Nicolò con alcuni parenti. Arrestato per furto El Aufir si vide poi contestare dal pubblico ministero Gemma Gualdi non l'accusa di omicidio colposo che in genere viene formulata per gli incidenti stradali, ma l'omicidio volontario per il cosidetto dolo eventuale (un precedente esemplare). Pena esemplare avendo tenuto l'uomo un comportamento letale fino al punto di far scontrare con altre vetture i carabinieri che lo inseguivano. E cosi, mentre il rom che ha ucciso 4 ragazzi ad Alfignano del Tronto, ha avuto sei anni da scontare ai domiciliari ed i due ragazzi che hanno ammazzato in moto un bimbo di tre anni nei pressi di Bormio sono stati scarcercati, per il marocchino che causò la morte di Nicolò è arrivata la più pesante delle condanne per un incidente: 16 anni in primo grado, diventati poi 18 in appello. Una decisione che ovviamente ha lasciato qualche dubbio negli avvocati Alba Millemaci e Raffaele Ronchi che hanno assistito El Aufir nei gradi del giudizio. Resta aperto il nodo risarcimenti. Le condizioni economiche dell'imputato non gli hanno consentito di fare fronte al risarcimento disposto in favore dei genitori del bambino. In questa direzione sono intanto affiorati all'esame dei tecnici i problemi relativi alla necessità di non lasciare soli con il loro dolore i familiari di Nicolò. L'interrogativo riguarda la compagnia assicuratrice e la propria disponibilità a coprire i danni provocati con una vettura rubata. Per la famiglia Repossi nessun riscontro oltre al risarcimento simbolico proposto da El Aufir, ma la battaglia non è finita. Si ipotizza il ricorso al fondo di garanzia per le vittime della strada.
Annibale Carenzo