Il ministero affossa il progetto della centrale
PARONA. La centrale termoelettrica a turbogas da 400 megawatt non si farà. Il ministero dello Sviluppo economico ha bocciato il progetto presentato nel 2003 dalla società Union Power e dalla sua collegata vigevanese, la 'San Giuseppe srl", guidata dall'imprenditore Domenico Ubezio. Lo comunica il sindaco Giovanna Ganzi: «Il ministero ha ritenuto concluso il procedimento, che è stato formalmente archiviato». Si chiude una vicenda densa di polemiche che aveva portato, da un lato, alla nascita di un comitato anti-centrale e, dall'altro, alla spaccatura della maggioranza.
Il ministro Pierluigi Bersani ha chiuso il procedimento aperto 4 anni fa, con cui le due società avrebbero voluto realizzare un impianto per la produzione di energia elettrica in via del Mulino, una zona in campagna nei pressi del termodistruttore di Lomellina Energia. «Il ministero ha recepito i pareri negativi di Comune di Parona, Provincia di Pavia e Regione Lombardia decidendo, alla fine, per l'archiviazione del procedimento», conferma il sindaco Ganzi, che non aveva mai nascosto le sue forti perplessità. In sintesi, la Union Power aveva predisposto il progetto di una centrale termoelettrica a turbogas a ciclo combinato da 400 megawatt: il piano prevedeva anche il recupero del calore residuo in rete di teleriscaldamento. Il piano della Union Power e della San Giuseppe srl, però, fu da subito contrastato dal primo cittadino. Nel 2004, a poche settimane dal suo insediamento, il sindaco Ganzi inviò una relazione a Provincia e Regione. «La centrale elettrica a turbogas della Union Power sarebbe incompatibile con l'attuale realtà produttiva di Parona. Con tutto quello che c'è oggi nel nostro paese, un impianto da 400 megawatt sarebbe inopportuno», diceva in sintesi. Pochi giorni dopo l'invio della relazione a Pavia e Milano, venne allo scoperto il comitato 'La nostra Parona": in un'assemblea nell'oratorio parrocchiale, manifestò il suo dissenso verso il raddoppio del termodistruttore, i progetti di centrali termoelettriche, gli elettrodotti e nuove industrie inquinanti. In pochi giorni i cittadini coordinati dal medico di base Giovanni Brunoldi raccolsero più di 700 firme. Proprio questa iniziativa provocò le prime crepe nella maggioranza consiliare 'Insieme per Parona", che portò alla spaccatura del gruppo e alla formazione di una nuova maggioranza in cui entrarono anche Palmarino Di Agostino, Riccardo Ricali e Luigi Rosato, già in minoranza. Da segnalare che il progetto prevedeva anche la realizzazione di un elettrodotto: i tralicci avrebbero collegato Parona a Sartirana passando per Mortara, Olevano, Zeme e Valle. La centrale avrebbe immesso energia elettrica sulla linea Trino Vercellese-Castelnuovo Scrivia, ma in più occasioni i Comuni lomellini avevano invocato l'interramento della linea. Ora il piano rappresenta il passato.
Umberto De Agostino