Nuove fognature, lavori rinviati

MORTARA. Si dovrà ancora attendere per le nuove fognature in città: un intervento atteso, visto che in più di un'occasione dopo la pioggia si sono registrati allagamenti lungo le strade ed ai pianterreni delle case. Simone Ciaramella, vicepresidente di As, chiede una riflessione sul ruolo del futuro Ato: l'Ambito territoriale ottimale che dovrà occuparsi della gestione del ciclo integrato delle acque su tutto il territorio provinciale. Ciaramella ha delle perplessità sulle conseguenze per i costi delle acque una volta costituito l'Ambito pavese, il primo a partire in Lombardia.
A rischio, secondo l'esponente leghista, sono soprattutto i costi del servizio. Tre le opere indicate come priorità, ci sono alcuni interventi a Mortara. «Per ora però l'As non si muove e attende i futuri sviluppi - spiega il vicepresidente Simone Ciaramella -. L'Ato infatti, nella sua programmazione semestrale, ha individuato delle priorità, tra cui anche i lavori di Mortara, che vengono però finanziati solo al 30% della cifra definitiva, Iva esclusa. A questo punto, prima di avviare l'intervento per le nuove fognature e definire investimenti a lungo termine, As attende che si sappia come e quando l'Ato partirà, anche se il Comune ha inserito alcune opere importanti nel piano triennale dei lavori pubblici». Ciaramella individua le differenze di costi tra le zone della provincia di Pavia. «L'istituzione dell'Ato risale alla legge Galli, del 1994, che in Lombardia è stata applicata qualche anno dopo. Ma se nella formulazione originaria si chiedeva di rendere omogenee gestioni troppo frammentarie, la Regione ha invece stabilito di far coincidere i confini degli Ambiti con quelli delle province. Se per alcune realtà, come nella città di Milano che da sola coincide con un Ato, questo può andare bene, nella nostra provincia questo porterà conseguenze che per ora non si possono ancora immaginare. Da tempo, durante le riunioni della Lega Nord, vado ribadendo questo concetto». Sul tavolo anche la questione dei costi. «In Oltrepò l'acqua costa molto di più che in Lomellina, ma non credo che una volta costituito l'Ato le tariffe si andranno ad abbassare». Il rischio sarebbe quindi che, invece di trovare una media più omogenea, ci sia un livellamento verso l'alto, con grossi problemi soprattutto per chi in questo momento, come la Lomellina, sta pagando meno. E anche le opere di sistemazione delle reti fognarie dovrebbero andare ad incidere sui costi delle tariffe. Un'ulteriore voce che rischia di far aumentare i costi per le famiglie. Un tema su cui, chiede Ciaramella, sarebbe bene riflettere prima di partire con l'Ato.
Simona Marchetti