Toni lancia l'Italia-Bayern

FIRENZE. Luca 'Tor", come lo hanno ribattezzato in Bundesliga per la sua tranquilla confidenza con il gol, fa il tedesco anche in Nazionale. «Iaquinta assomiglia a Klose, se gioca possiamo riproporre una coppia simile a quella del mio Bayern - dice Toni -. Miroslav non è solo una prima punta, è fortissimo, e anche Vincenzo è uno dei pochi attaccanti a poter ricoprire diversi ruoli». L'aria di Germania sembra far sempre bene agli azzurri, dal 2006 in poi fino all'exploit a Monaco del centravanti ex Fiorentina. Che appare sereno e in gran forma al suo ritorno al centro dell'attacco azzurro, dopo l'infortunio che lo tolse di mezzo in occasione di Italia-Francia, Toni non ha paura di assumersi le proprie responsabilità.
«Le parole di Riva fanno un immenso piacere, lui è il capocannoniere azzurro di tutti i tempi», dice Toni, commentando l'investitura a miglior centravanti azzurro degli ultimi anni consegnatagli proprio da Riva. Domani a Genova contro la Georgia Toni dovrà farsi carico di questa Italia «obbligata a vincere»: un po' per lo strepitoso momento di forma certificato dai 10 gol segnati con il Bayern, e molto perché in questo gruppo è uno dei pochi Campioni rimasto, l'unico titolare in attacco. «So che tutti mi aspettano, e mi prendo la mia parte di responsabilità: anche se non mi sento il salvatore della patria». I numeri, però, dicono pressappoco quello. Dodici reti in 28 presenze, tra cui quella decisiva all'esordio a Palermo contro la Norvegia nell'era Lippi, e la doppietta a Bari contro la Scozia. Chissà che non sia determinante anch'essa, nella sfida con gli scozzesi per un posto a Euro 2008. «La differenza tra quest'Italia e quella mondiale sta qui: ora tutti si aspettano che andiamo all'Europeo e lo vinciamo», sottolinea Toni. Che di ricambio generazionale non vuol sentir parlare. «Mi fa una certa impressione, perché anche io sto tra i più vecchi Mi sa che è meglio se i giovani aspettano ancora un po'...». Cosa non difficile, vista la tendenza della serie A. «Il mio Bayern potrebbe competere benissimo con l'Inter per lo scudetto - assicura il centravanti - Però una differenza c'è: in Germania tutte le squadre hanno un blocco di giocatori tedeschi. In Italia invece... Si dovrebbe puntar di più sui giovani. Pazzini ha un grande futuro, e forse dopo tante coccole le critiche gli fanno bene. Ma guardate Giuseppe Rossi, al Parma era impressionante, cosi giovane e già in grado di far la differenza. Eppure nessuna squadra italiana ha creduto in lui». Diverso il discorso personale: «Non ho rimpianti di non esser andato all'estero prima. - prosegue Toni, vero e proprio uomo copertina in Germania e idolo per le ragazze - A parte un po' di nostalgia di casa sto benissimo. Ho superato i problemi fisici, mi sento più forte, e l'ambientamento è stato rapidissimo». Cosi ora oltre allo scudetto può sognare una seconda Scarpa d'oro («tengo più a quello che alla mancata candidatura del Fifa World Player, ma l'assenza di Totti e Ibrahimovic è davvero uno scandalo»).