E' una crisi vera quella al Mezzabarba

Corretta decisione del sindaco di Pavia; l'apertura della crisi al Comune di Pavia era già nelle cose; l'uscita di Rifondazione e la giustificata reazione dell'Sdi hanno fatto precipitare una persistente insoddisfazione degli altri partiti di maggioranza. Motivi di contrasto erano stati evidenziati a più riprese nei 30 mesi della giunta Capitelli; a dir le cose come stanno i partiti hanno rappresentato il malcontento dei cittadini.
La qualità della vita dei pavesi risulta tra le peggiori della Lombardia. Le tasse comunali sono le più alte di tutta la Lombardia e al quarto posto in Italia; il livello ecologico della città, nella scala italiana, è precipitato al diciottesimo posto; il costo degli immobili e l'affitto degli appartamenti è veramente insostenibile, tanto da costringere la scelta dei Comuni dell'hinterland; traffico, viabilità ed inquinamento rappresentano una sofferenza quotidiana, ultimamente più accentuata, mentre Voghera presenta una realtà molto più vivibile da quanto si rileva dagli ultimi dati dello smog; il costo della politica pavese non accenna di fatto a diminuire, anzi; il dibattito sulla piscina di via Acerbi si è concluso con l'accordo di cancellarla dalle speranze dei residenti di Città Giardino. La carenza delle infrastrutture sportive impedisce ai giovani di restare in città e li costringe a spostarsi negli altri Comuni più ricettivi. A chi pensava che la giunta Albergati fosse stata inattiva, ora si deve certamente ricredere. Se poi si entra nel merito dell'allontanamento dei rom, l'operazione finale ha lasciato l'amaro in bocca non solo ai poveri immigrati, ma anche alle sensibili famiglie pavesi; aver espulso circa 200 rom dalla città e averli costretti nei Comuni circostanti non risulta una soluzione credibile e accettabile.
Quindi di questioni concrete aperte o insolute ce ne sono moltissime, né il tentativo politico di scaricare sulla gestione precedente dell'Asm una gravosa situazione finanziaria è stata una brillante idea politica; insoddisfazione di tutti i partiti e quindi anche della Margherita.
La verifica in corso rappresenta un vero dilemma politico. Non sembra neanche facile spostare l'asse verso il centro, perché l'ala della sinistra non può accettare una meccanica sostituzione dell'Udeur. Anche perché la ventata romana mostra significativi elementi in senso contrario. Il programma dell'Udeur non potrà essere annacquato con quello massimalista della sinistra e le concessioni non potranno limitarsi solo ad un assessorato. Nel governo nazionale la posizione del ministro Mastella diventa sempre più incompatibile con quella del centrosinistra.
Dopo la fusione a freddo del 14 ottobre le cose si complicheranno ulteriormente. Perciò ritengo problematica una convivenza politica con pesanti presupposti che dequalificherebbero la visione portata avanti finora dai due consiglieri comunali dell'Udeur. In realtà le possibilità di rifare una maggioranza seria per recuperare una gestione capace sono veramente minime, né la forza di abbrivio potrà continuare anche dopo la verifica; non si tratta di rimpasto, ma di vera crisi politica; l'Udeur sa che pagherebbe molto entrando a condividere gravi responsabilità di amministrazione in uno scorcio di legislatura; invece di avvantaggiarsi sarebbe molto danneggiato. Cosa non trascurabile, inoltre, la presenza nella nostra provincia di 2 parlamentari di Mastella; situazione fortunata che non può essere sprecata con una mossa avventata. In questo clima di antipolitica i partiti non possono più commettere errori grossolani.
Italo Richichisegretario provinciale dell'Udc, Pavia

I visitatori a Volpedo
e la fiera del tartufo

Caro direttore, nell'articolo della Provincia di martedi scorso, 9 ottobre, a pag. 27, «Pellizza, centomila visitatori», vengono riportati puntualmente alcuni passaggi di una breve conversazione telefonica che ho avuto con il cronista.
Nel confermare il testo del colloquio, vorrei precisare che la citazione della fiera del tartufo come esempio di «manifestazione prettamente locale» suona errata e fuorviante, poiché potrebbe sembrare riferita all'omonimo evento che viene celebrato a San Sebastiano Curone.
A tale proposito mi corre l'obbligo di precisare, e lo faccio davvero volentieri, che tale evento si inserisce, insieme ad Artinfiera, tra i momenti più alti del calendario di manifestazioni predisposto annualmente in Val Curone.
Il pubblico che lo frequenta, con incrementi significativi di anno in anno, proviene da ogni parte del Piemonte e non solo.
Ettore CauAssociazione Pellizza da Volpedo onlus

A Valenza manca
una vera opposizione

Sono anni che lavoro a Valenza, io la considero la mia città, anche se sono nata ad Alessandria. Amo particolarmente Valenza, città che ha dimostrato di essere sempre stata la numero uno al mondo per la creatività orafa. La sua produzione, sino a qualche anno fa, ineguale, meravigliosa, superba. I valenzani sono gente aperta, conoscitori del mondo, capaci di affrontare nuovi mercati, di imporsi, di creare commercio e di essere stimati per serietà e competenza.
I tempi cambiano, le amministrazioni locali cambiano, si evolvono (dovrebbe essere in meglio), il mondo si globalizza, ma Valenza sparisce... ed allora dico: c'è bisogno di aria nuova. L'opposizione del centro-destra in consiglio comunale da anni non è all'altezza della situazione, perchè quando sa, «non dice» e quando non sa, «non riesce a conoscere le cose». Ai dirigenti comunali vengono pagati obbiettivi annuali che non si raggiungono. E a certi dipendenti vengono pagate indennità. Ma l'opposizione non riesce a conoscere le cose.
Simonetta L.Valenza