Scontrini, un commerciante su tre è fuorilegge
PAVIA. Un commerciante su tre non consegna al cliente lo scontrino fiscale, come vuole la legge. In alcuni casi la ricevuta viene emessa, ma è irregolare. Presenta, ad esempio, un importo più basso rispetto al valore della merce acquistata. E' il bilancio che emerge dalle verifiche eseguite, in quattro giorni diversi, negli esercizi commerciali della provincia di Pavia dall'Agenzia delle entrate e dalla Guardia di finanza. Verifiche che hanno l'obiettivo di contrastare l'evasione fiscale. Su 716 controlli sono state riscontrate 227 scorrettezze (il 30%) da parte dei negozianti.
Il dato è pesante. Sia sul piano delle sanzioni - che il decreto collegato alla Finanziaria ha voluto inasprire, elevandolo da poche decine di euro a 516 euro - sia sulle conseguenze che può avere sull'attività commerciale. Che può essere sospesa, per un minimo di tre giorni consecutivi, se nell'arco di cinque anni vengono contestate almeno tre violazioni.
I controlli negli esercizi della provincia sono stati eseguiti il 25 settembre e il 4, 5 e 6 ottobre. L'operazione, coordinata dall'Ufficio dell'Agenzia delle entrate di Pavia e dal comando provinciale della Guardia di finanza, ha coinvolto tutti gli uffici delle entrate del territorio (Corteolona, Mortara, Stradella, Vigevano e Voghera) e i reparti della Guardia di finanza presenti nella provincia.
Sono stati impiegati 130 nuclei operativi dell'Agenzia delle entrate e pattuglie della Guardia di finanza. In tutto sono state eseguite 716 verifiche e riscontrate il 30% di irregolarità. Vuol dire, in altre parole, che un commerciante su tre non emette lo scontrino, oppure lo emette in modo non regolare.
Violazioni che, sulla base della nuova disciplina in materia di scontrini e ricevute fiscali, sono punite più duramente. Le sanzioni sono state inasprite e anche le conseguenze per i commercianti possono essere più pesanti, fino ad arrivare alla sospensione dell'attività. Cosi, secondo le associazioni di categoria, i commercianti si trovano tra l'incudine e il martello. Da un lato l'aumento della tassazione e la lotta quotidiana che i piccoli negozi si trovano a condurre contro i giganti della grande distribuzione, dall'altro pene più severe per chi sgarra.
Anche i dati sulle violazioni, secondo le associazioni, andrebbero approfonditi. «Ci possono essere dei casi in cui le violazioni vengono contestate, magari legittimanente - spiegano agli Uffici tributari dell'Associazione commercianti -. Quindi le cifre potrebbero essere diverse».
«E comunque - sostiene la Confesercenti - bisogna dare allo scontrino il valore che ha. La mancata emissione non è sempre sinonimo di evasione fiscale».