Sconto al violentatore perché sardo
ROMA. Condannato per aver segregato per 3 settimane, violentato, torturato, picchiato e umiliato con sadismo la sua ex fidanzata, ottiene però uno sconto di pena di ben due anni perchè «è sardo». Ha dell'incredibile e sta scatenando in Italia un fiume di polemiche, la sentenza emessa in Germania dal Tribunale della cittadina di Buckeburg, vicino ad Hannover.
Il Tribunale ha concesso le «attenuanti etniche e culturali» a un cameriere di Cagliari. Indignato persino il difensore Annamaria Busia: «E' una sentenza permeata di inaccettabile razzismo». Riconosciuto colpevole di violenza sessuale continuata ai danni dell'ex fidanzata lituana, Maurizio Pusceddu, di 29 anni residente a Stadthagen dove lavorava come cameriere in una gelateria, è stato condannato a 6 anni di carcere che sta scontando nel penitenziario di Sehnde. Ma avrebbero dovuto essere 8. Le motivazioni dello sconto di pena sono spiegate nella sentenza dove si legge testuale: «I reati sono stati efflusso di un esagerato pensiero di gelosia. In questo contesto si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. E' un sardo. Il quadro del ruolo dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante». Per le attenuanti è stato inoltre tenuto conto «che come cittadino italiano che deve vivere separato dalla sua famiglia e dalla sua cerchia di amici in patria, è particolarmente sensibile alla reclusione». E anche se la donna ha «subito un trauma notevole a causa dei maltrattamenti inflitti», il fatto di essere nato in Sardegna, per il giudice tedesco, rende meno grave la responsabilità del giovane che, convinto che la fidanzata lo tradisse, l'ha tenuta prigioniera per tre settimane, agendo su di lei «in modo - si legge ancora nella sentenza - pianificato e straordinariamente spietato», riversando «fino in fondo le sue tendenze sadiche», tormentandola con «lesioni personali e violenze carnali» e privandola «della sua dignità orinando su di lei - scrivono i giudici - strofinandole sul viso un assorbente pieno di sangue e poi deridendola verbalmente 'che aspetto ributtante hai, tesoro"» e non esitando neppure «a fotografare il risultato dei suoi maltrattamenti». La sentenza è stata emessa il 25 gennaio 2006, ma è stata resa nota solo in questi giorni dopo che l'avvocato italiano del giovane ha presentato istanza alla Corte d'Appello di Cagliari per far scontare al suo assistito la pena in Italia. Per questo motivo ha chiesto e ottenuto una copia del provvedimento con traduzione in italiano autenticata dal tribunale tedesco. «L'udienza si svolgerà il 23 ottobre - ha spiegato il legale - Alla Corte è giunta anche la documentazione con la quale la magistratura tedesca chiede la garanzia che il detenuto sconti per intero la pena senza poter usufruire di indulti o altre facilitazioni. Le attenuanti 'etniche e culturali" hanno prodotto uno sconto di due anni. Ma la sentenza è chiaramente permeata di inaccettabile razzismo».
Sempre più frequenti sono d'altronde le sentenze con cui i tribunali tedeschi concedono agli immigrati le cosidette «mildernde Umstaende» vale a dire «attenuanti generiche motivate dall'origine» e quello del giovane sardo è solo l'ultimo di una serie di casi che hanno sollevato forti polemiche in Germania. Ma il provvedimento di Buckeburg ha scatenato questa volta proteste soprattutto in Italia perchè «razzista», «sessista» e anche antistorico. In Sardegna, già nel Medio Evo, lo stupro veniva punito con l'amputazione del piede.